«Disastro ferroviario» in tre rischiano il processo

Dicembre 2012, una motrice deraglia a Padova: del fatto non fu data notizia Il pm Roberti ora indaga un dirigente della stazione e due tecnici di manovra
Di Cristina Genesin

Tragedia sfiorata nella stazione ferroviaria. Nel silenzio più totale, senza che, almeno fino a oggi, sia mai trapelato nulla. Nessun ferito, ma solo danni per un ammontare di 46.377 euro a causa della motrice di un treno deragliata per evitare di incrociare un altro mezzo in arrivo.

Sul caso la procura della Repubblica aveva aperto un’inchiesta, dopo aver ricevuto il rapporto della polizia ferroviaria: a cinque mesi di distanza dall’accaduto, il pubblico ministero Benedetto Roberti ha chiuso formalmente l’indagine, atto preliminare alla richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di un dirigente di Rfi (Rete ferroviaria italiana) e di due tecnici di manovra, tutti chiamati a rispondere del reato di cooperazione in disastro ferroviario colposo. Un reato grave che punisce pesantemente «... chiunque cagiona un disastro ferroviario».

Rischiano di finire a processo Luigi Giacalone, 59 anni, originario di Napoli con residenza a Selvazzano, con la qualifica di dirigente di Movimento esterno della stazione ferroviaria; e due tecnici di manovra e di condotta dell’impianto manutenzione carrozze di Trenitalia-Padova Fernando Calgaro, 53 anni di Villafranca Padovana, con Domenico Carmelo Casablanca, 54, originario di Taormina, residente nel Messinese a Santa Teresa di Riva, di fatto domiciliato a Padova. A difenderli, nell’ordine, gli avvocati Giovanni Chiello, Paolo Berti e Cesare Vanzetti.

È il 20 dicembre 2012 e l’orologio segna le 17.55 quando il regionale 11142 – in partenza da Padova alle 18.13 e, via Castelfranco, diretto a Belluno – è autorizzato a lasciare la cosiddetta platea di lavaggio per raggiungere il binario numero otto. Nella cabina di guida ci sono Calgaro e Casablanca che si occupano del trasferimento del convoglio, ancora vuoto prima di riempirsi per lo più di pendolari, tra cui molti studenti universitari. I due si stanno avvicinando al segnale cosiddetto “basso 116” per raggiungere la destinazione finale (ossia la partenza) quando il dirigente Giacalone viene informato che sta giungendo in stazione il treno proveniente da Legnago, atteso sul binario 10. Ma il percorso di quest’ultimo treno incrocia la traiettoria della locomotiva che sta uscendo dalla’area lavaggio, il Padova-Belluno, già in marcia. Sono attimi frenetici e drammatici. Giacalone non perde tempo: annulla l’immissione del treno Legnago-Padova, già accordata, e mette in atto sul filo del rasoio una serie di complesse manovre anche sugli scambi per disporre il segnale “a via impedita” nel tentativo di bloccare la corsa del Padova-Belluno. Ma Calgaro, che è alla guida della motrice, forse non prestando la dovuta attenzione, frena in ritardo solo perché vede il deviatoio disposto in posizione normale per il binario tronco anziché in posizione rovescia. E la motrice deraglia, provocando danni alle infrastrutture per 15.780 euro, al materiale rotabile per 6.359 euro e conseguenti al recupero della locomotiva per 24.238 euro.

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