Hi-tech e artigianalità, le cento migliori imprese del Piovese si raccontano
Martedì 6 ottobre al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco l’evento Distretti promosso dal mattino e dedicato alle 100 aziende al top di un territorio dall’economia in profonda trasformazione. Bonesso (Volksbank): «Le imprese più capaci si stanno ripensando»

Un territorio in profonda trasformazione, che vede la presenza di alcuni gruppi industriali attivi in uno dei settori più importanti di questo momento storico come la costruzione di data center ma che, allo stesso tempo, continua a esibire una costellazione di imprese varie e dinamiche. Un’area certamente toccata dalle difficoltà che sta vivendo una delle sue industrie più tipiche, quella delle calzature di lusso, ma che proprio in tempi d’incertezza sta facendo emergere nuove interessanti attività.
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È questa, a grandi linee, la prima immagine che si può trarre dalla classifica delle 100 migliori imprese del Piovese, che fornirà lo spunto di partenza dell’evento “Distretti”, ideato dal gruppo editoriale Nord Est Multimedia – che pubblica il Mattino di Padova e altre testate - per mettere a fuoco l’economia dei diversi territori del Veneto.
Undici Comuni
Dopo le tappe della Bassa Padovana, Colli Euganei, della Castellana, del Montebellunese e di Feltre, il focus si concentra ora sul Piovese, undici comuni che comprendono Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Legnaro, Piove di Sacco, Ponte San Nicolò, Pontelongo, Polverara, Saonara e Sant’Angelo.
A loro, e alle cento migliori imprese che sul territorio fanno investimenti, generano occupazione e creano ricchezza, è dedicato l’evento che si terrà martedì prossimo, 6 ottobre, Al Teatro Filarmonico di piazza Matteotti, a Piove di Sacco. Con inizio alle 17, l’incontro è aperto a tutti.
La classifica dopo due anni
Non è la prima volta che “Distretti” arriva nel Piovese. La prima edizione si era tenuta due anni fa e, a distanza di due anni, tra le classifiche si nota una differenza evidente. All’epoca, per entrare nella graduatoria, era bastato avere un fatturato di 2,6 milioni.
In questa edizione, invece, tra i criteri per accedere quello relativo al fatturato richiede aver superato la soglia dei 4,1 milioni. Le ragioni di questo salto dimensionale sono varie: due anni fa la classifica era basata sui bilanci 2022, mentre oggi l’esercizio considerato è il 2024, l’ultimo per il quale sono disponibili tutti i bilanci. In un solo biennio è stata ormai del tutto superata l’emergenza Covid ma le imprese hanno vissute molte altre criticità, a cominciare dal perdurare della guerra in Ucraina.
Il focus sui dati
Sta di fatto che le 100 migliori hanno visto nel 2024 il fatturato aggregato rallentare a 2,55 miliari di euro, dai 2,61 miliardi del 2023, mentre è migliorato in misura significativa il margine operativo lordo (ebitda), salito dai 473 milioni del 2023 ai 679 milioni del 2024, o in termini di percentuale sui ricavi dal 18,1 al 26,5 per cento.
Una tendenza che non è continuata per tutte le imprese nel 2025, almeno per i bilanci già depositati, i cui dati sono riportati nella classifica riportata in forma integrale a pagina (…), in modo da dare una prima – anche se incompleta – idea di come è evoluta la situazione in tempi più recenti. Scorrendo i dati si nota che il quadro nel 2025 si è fatto ancora più variegato, con alcune aziende capaci di crescere sia in termini di ricavi che di margini e molte altre che, al contrario, hanno faticato a replicare i risultati dell’anno precedente.
Vertiv e Carel, ma non solo
Il quadro, tuttavia, è tutt’altro che negativo. Il Piovese è un territorio dove ci sono due grandi gruppi legati, per una parte del loro business, alla filiera dei data center, come la sede italiana della multinazionale Vertiv e la Carel Industries di Brugine, seguiti da un terzetto di aziende comprese fra i 100 e i 50 milioni di euro, il Sacchettificio Nazionale G. Corazza di Ponte San Nicolò, la Scm Frigo di Sant’Angelo e la Alifax Holding di Polverara.
Sotto di loro, tante di medie dimensioni, capaci di crescere anche in momenti difficili come questi, quali la Bios Line di Ponte San Nicolò (integratori), la Tsb di Legnaro (impiantistica), le due capofila territoriali delle calzature e dell’abbigliamento, ovvero la De Robert Calzature di Saonara e la Area B di Piove di Sacco (intimo e costumi). Per ascoltare, e capire dalle loro parole le prospettive del Piovese, l’evento di martedì rappresenta un’occasione imperdibile.
Bonesso (Volksbank): «Un territorio solido»
Il tessuto produttivo del Piovese non attraversa una fase di espansione, ma nemmeno una crisi generalizzata. Tiene, seleziona e investe. È questa la lettura di Michele Bonesso, direttore dell’area di Venezia e Padova di Volksbank, che osserva da vicino le imprese del distretto.

Le aziende, spiega, stanno affrontando una fase complessa mantenendo una certa capacità di adattamento. Sul fronte delle difficoltà, il quadro locale riflette quello provinciale e veneto. Pesa la debolezza della domanda europea, soprattutto tedesca, insieme all'incertezza sui mercati internazionali e agli elevati costi dell'energia. Resta inoltre difficile trovare personale qualificato, dai tecnici ai manutentori, dagli operatori di controllo numerico computerizzato ai profili scientifici e tecnologici.
La risposta, però, non è il semplice rinvio degli investimenti. Le imprese continuano a lavorare su digitalizzazione, sostenibilità, innovazione e organizzazione.
Per Bonesso, nel territorio emerge una base imprenditoriale solida, orientata all'export e a un processo di trasformazione che passa anche dalla crescita dimensionale. Ci sono settori nei quali questo cambiamento è particolarmente evidente: metalmeccanica e manifattura evoluta, biomedicale e tecnologie per la salute, efficienza energetica e tecnologie green, agroalimentare e filiera agricola.
«Le imprese che stanno crescendo non attendono semplicemente il miglioramento del contesto economico», osserva Bonesso, «utilizzano questa fase per ripensare modelli produttivi, organizzazione e mercati di riferimento».
È qui che entra in gioco anche il rapporto con la banca. Conoscere il territorio significa, secondo Bonesso, comprendere le differenze tra un'impresa esportatrice, una realtà legata al mercato interno, una piccola azienda familiare o un'attività impegnata in un passaggio generazionale. «Valutare le aziende andando oltre i soli numeri di bilancio permette di accompagnarne i piani di sviluppo con maggiore conoscenza».
Per Volksbank il rapporto con le imprese non si esaurisce quindi nel credito. «Il ruolo è accompagnare gli imprenditori nelle diverse fasi del ciclo aziendale come nascita, crescita, investimento, passaggio generazionale e trasformazione», spiega. Un rapporto che, nelle parole di Bonesso, si costruisce attraverso collaboratori preparati e presenti sul territorio.
Anche per questo la banca considera importante partecipare all'incontro dedicato al Distretto del Piovese: «Essere presenti significa prima di tutto ascoltare». L'obiettivo è confrontarsi direttamente con gli imprenditori, capire esigenze e cambiamenti e rafforzare una relazione che, in una fase economica incerta, richiede conoscenza reciproca e continuità.
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