I rombi delle moto e i palloncini: l’ultimo saluto a Kevin, morto in un incidente

Grande partecipazione al funerale: Kevin aveva 29 anni. Il migliore amico: «Riuscivi a entrare nel cuore di chiunque con la semplicità che ti ha sempre contraddistinto. Ora stacci vicino»

Giusy Andreoli
La bara di Kevin portata all'interno della Chiesa
La bara di Kevin portata all'interno della Chiesa

Il rombo dei bolidi a due ruote ha salutato l’arrivo in chiesa del feretro di Kevin Spigarolo, il motociclista di 29 anni morto sabato 20 giugno nello scontro con un trattore lungo la statale Valsugana, a San Giorgio in Bosco. Il funerale si è celebrato nella settecentesca Pieve di Santa Maria delle Grazie a Carturo di Piazzola, collocata a metà strada tra i due luoghi che hanno segnato la vita del giovane, che si divideva fra i genitori a Grantorto e l’amatissima nonna Mirella a San Giorgio in Bosco.

C’è stata una grande partecipazione a dimostrazione di quanto Kevin fosse una persona che ha avuto la capacità di creare relazioni importanti. E così la Pieve si è rivelata piccola per accogliere tutti, a decine sono rimasti sul sagrato sotto il sole.

Composti nel dolore più grande la fidanzata Francesca, la mamma Morena, il papà Luigino, la sorella Emily e nonna Mirella. Sul primo banco i sindaci di Grantorto, Fiorenzo Cappellari, che aveva decretato il lutto cittadino, e il collega di San Giorgio in Bosco, Nicola Pettenuzzo. Alle fiancate dell’altare i più cari amici di Kevin.

Nel santuario di Carturo forti e chiare sono risuonate le parole di don Dino Dalla Pozza quando ha ricordato che non ci sono parole per alleviare una grande sofferenza: «Solo gesti di amore possono lenire il dolore, solo il silenzio e la preghiera possono accompagnare questi momenti, solo la consolazione della forza di Dio può infondere luce e forza», ha ricordato. «Caro Kevin», ha continuato il sacerdote, «ora che sei con Gesù parla a lui della tua mamma, del tuo papà, di tua sorella, della tua amata Francesca e di tua nonna Mirella.

Basta solo che di tanto in tanto pronunci il nostro nome e noi, te lo promettiamo, pronunceremo il tuo, che non sarà mai un ricordo perché i ricordi prima o poi svaniscono.

E a te, amata Madonna delle Grazie, affido chi oggi è qui e chiedi a tuo figlio quanto mai è necessaria la consolazione».

Il racconto del migliore amico

Di Kevin ha raccontato uno dei suoi migliori amici: «Le parole che ti dedichiamo non sono abbastanza per descrivere quello che sei stato per noi. Nei momenti di sconforto ci hai sempre dato un sostegno, potevamo contare su di te in ogni istante. Con un sorriso, sincero una botta sulla spalla, una semplice stretta di mano riuscivi a entrare nel cuore di chiunque con la semplicità che ti ha sempre contraddistinto. Con te potevamo parlare di qualsiasi cosa, sapevi darci i consigli giusti, gli aiuti di cui avevamo bisogno e le parole che ci dessero la grinta per affrontare le situazioni più difficili. Non ti chiediamo grandi cose, ma starci vicino, venirci a trovare nei sogni e farci sentire che sei sempre al nostro fianco».

È stato anche letto un messaggio mandato da Joseph Capriati, figura di riferimento della musica elettronica internazionale: «Che la musica possa continuare ad accompagnarti». La sorella Emily ha tracciato il ricordo più autentico di Kevin: «Dietro il tuo carattere forte, dietro la tua voglia di vivere senza freni c’erano valori nei quali credetevi davvero e questo è sempre stato chiaro. Ti porto nel cuore ogni giorno e ti porto tatuato indelebile sul mio braccio. Tra noi non ci sono mai stati segreti ero parte della tua vita in tutto e per tutto. Quante volte hai fatto diventare matti mamma e papà, ma non riuscirò mai a ringraziarli per il dono più grande che mi hanno fatto. Averti come fratello è stata la fortuna più grande della mia vita, non c’è stato un momento in cui non mi sia sentita per protetta da te».

Per salutarlo gli amici hanno preparato un video con i momenti più belli passati con Kevin. Poi hanno liberato tanti palloncini verdi e neri, il colore della sua moto.

 

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