Fuori squadra perché straniera: interrogazioni del Pd e di Sel

Giulia Narduolo e Alessandro Zan alla Camera dei deputati e Piero Ruzzante in Consiglio regionale

PADOVA. “La vicenda della bambina di 10 anni, iscritta al corso di nuoto sincronizzato promosso dal Centro Sportivo "Il Gabbiano" del Comune di Campodarsego, che a causa del suo "essere straniera" - sebbene sia nata in Italia, frequenti scuole italiane, parli italiano (e probabilmente anche il dialetto veneto), abbia amiche e amici italianI ecc - non può, come le sue coetanee, partecipare a gare e tornei nella sua disciplina, oltre che essere molto triste e ingiusta, è emblematica della condizione in cui si trovano centinaia di migliaia di bambini nati in Italia da genitori stranieri".

Non sono rimasti indifferenti a questa storia la deputata Giulia Narduolo e il Consigliere Regionale Piero Ruzzante, entrambi del PD, che hanno preannunciato un'interrogazione, la prima in Parlamento, il secondo in Consiglio Regionale, su questa vicenda, purtroppo simile a tantissime altre.

"Per i bambini - sottolinea Giulia Narduolo - fare sport e potersi confrontare in gare ufficiali è importantissimo. Uno Stato che glielo impedisce è uno Stato cieco che ostacola la loro giusta ed equilibrata crescita. Interrogherò il Governo, non perché mi aspetti delle soluzioni a breve termine, ma perché credo sia giusto metterlo di fronte alle contraddizioni della legge su questa materia. Come si nota in questa triste storia, in seguito all'impossibilità a poter partecipare alle gare e poter accedere ai livelli agonistici della sua disciplina, la bambina ha cominciato ad avere problemi a scuola a dimostrazione della sua sofferenza. Questo la dice lunga sulle ripercussioni che l'attuale cinica e assurda legge che regola la cittadinanza può avere nei confronti di centinaia di migliaia di bambini. E del resto basta entrare in una qualsiasi scuola primaria italiana per rendersi conto di quanti sono i bimbi a vivere questa condizione".

"E' una storia che indigna - aggiunge Piero Ruzzante - se pensiamo non solo a come stiamo sprecando le potenzialità di centinaia di migliaia di atleti, ma a come complichiamo la crescita di ragazze e ragazzi che sono il nostro futuro. Forse stiamo impedendo a qualche talento, a qualche Balotelli, di sbocciare. E non è neanche la cosa più grave: il vero delitto è quello di impedire ad intere generazioni di inseguire i propri sogni e vivere appieno la propria vita. Chiederò al Governatore Zaia, che ultimamente su questo tema ha dimostrato un'inaspettata apertura, se sia sensibilie a quanto sta avvenendo e se non ritenga come Presidente di Regione di fare pressione presso il Governo affinché si cambi la legge che regola l'acquisizione della cittadinanza permettendo ad intere generazioni di bambini di sentirsi a tutti gli effetti italiani".

"Presenterò un'interrogazione parlamentare al Governo su questa ennesima vicenda di discriminazione frutto di leggi  inadeguate - dice Alessandro Zan, deputato di Sel -. La ragazzina di Camposampiero a cui viene negato il diritto a gareggiare perché considerata straniera pur essendo nata in Italia da genitori nordafricani, è la dimostrazione ancora una volta di come sia necessario con urgenza risolvere le questioni legate alla piena cittadinanza e allo ius soli. Mi sembra fuori luogo che Zaia dica che lo ius soli non c'entra. Come spiegare altrimenti quanto sta avvenendo? Qui siamo di fronte alla negazione di un diritto oltre che ad un evidente danno nei confronti di una bambina a tutti gli effetti da considerarsi italiana e veneta. Mi auguro che della questione vorrà occuparsene anche il Ministro Kyenge".

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