Futuro Nazionale presenta il programma per Padova: «Ma si può mediare»
ll partito di Vannacci presenta il programma per la città. Bruno Cesaro: «Spero in un accordo con il centrodestra, in caso contrario correremo da soli e sarò disponibile»

«Queste sono le nostre intenzioni per Padova in vista delle amministrative, ma siamo pronti al dialogo, a cedere su qualcosina, ritengo che alla fine troveremo un accordo con la coalizione di centrodestra» dice il coordinatore di Futuro Nazionale di Padova Bruno Cesaro che arriva dal Fronte della Gioventù e dagli anni di piombo in città, già candidato sindaco nel 2014. Il partito di Roberto Vannacci ha diffuso il manifesto per la Città del Santo.
Ottantasei pagine, un «manuale operativo di riconquista del territorio» contro il «fallimento del buonismo» perché «l’accoglienza senza regole è complicità» e «la vera solidarietà si fa al chiuso» si legge. Uno studio dettagliato del territorio con proposte, zone, orari, numeri, statistiche, bilanci. Ci sono l’App Padova Sentinella, dissuasori acustici sotto i portici contro lo spaccio, poliziotti a cavallo (c’è pure l’immagine), parchi blindati, chiusura serale di minimarket e kebab (con riferimento a via Venezia, viale Codalunga, zona stazione), Tari al 400% per le attività commerciali di vicinato ad alto tasso di degrado.
E ancora le «panchine a tempo» che alle 21, collegate a un timer comunale, si inclinano per evitare di sedersi o sdraiarsi, «l’irrigazione tattica notturna»: acqua ad alta pressione a sorpresa tra mezzanotte e le sei del mattino per scoraggiare i senza fissa dimora. In lista anche droni Sky-watch con altoparlante all’Arcella; individuano i gruppi al buio, ci si piazzano sopra e sparano un faro a led abbagliante.
Tutto «senza però instaurare uno Stato di polizia» precisa il volume. Un attacco continuo «contro la sinistra», quello che non ha fatto, che dice di non poter fare e che invece può fare.
«È un volume corposo, neanch’io l’ho letto tutto» confessa Cesaro «alcune cose sono state definite provocatorie, ma sono tutte fattibili, dentro la legge, il manifesto è stato scritto da un team di avvocati e ingegneri molto preparati. Abbiamo un direttivo serio, mezzi e strumenti per dire la nostra».
Si punta all’accordo, ma Futuro Nazionale Padova non ha ancora preso contatti con la coalizione di centrodestra: «Ho capito che si troveranno a settembre, noi lì per forza di cose non ci saremo». A cosa siete disposti a rinunciare? «A qualche corollario, ma il teorema deve rimanere quello Vannacciano». Sui cavalli, ad esempio: «Sono animalista, mi dispiacerebbe se venissero aggrediti dagli sbandati, italiani o stranieri che siano».
Il possibile candidato sindaco del centrodestra, il leghista Roberto Marcato, ha preso più volte le distanze da Vannacci e Cesaro c’ha litigato in tv: «Le elezioni a Padova saranno la cartina di tornasole di quello che succederà a livello nazionale» sottolinea il coordinatore «Vannacci tiene moltissimo a Padova, considera questa avventura davvero importante. Se in città correremo da soli, sarà un precedente che sarà preso in considerazione a Roma».
Cesaro, candidato sindaco? «Se serve sono a disposizione» afferma «Mia moglie mi ha detto che sulla mia lapide bisognerà scrivere “candidato sindaco”» scherza. «La verità» chiude, «è che senza di noi sono destinati a naufragare. Quando si andrà a votare saremo sicuramente a doppia cifra».
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








