Abano Terme, Hotel Eden e Michelangelo tornano all’asta: «Servono investitori»
Nuovi tentativi di vendita per l’Hotel Eden di Abano Terme e l’Hotel Michelangelo di Teolo. Le due storiche strutture alberghiere cercano investitori pronti a rilanciarne l’attività dopo anni di difficoltà.

Nuovo capitolo per due storiche strutture alberghiere del bacino termale euganeo. L’Hotel Eden di via Valerio Flacco ad Abano Terme e l’Hotel Michelangelo di Monteortone, a Teolo, tornano all’asta con l’obiettivo di trovare finalmente un investitore disposto a rilanciarne l’attività.
Per l’Hotel Eden l’appuntamento è per il 2 luglio con un prezzo base di 659 mila euro e un’offerta minima di 494.250 euro. Si tratta del secondo tentativo di vendita nell’ambito dell’attuale procedura esecutiva. La struttura, dotata di 62 camere, reparto cure termali, centro benessere, piscina coperta e scoperta e ampio parco esterno, era stata in passato aggiudicata a un imprenditore qatariota che però non completò l’acquisto.
Per questo motivo l’immobile era tornato sul mercato. Negli ultimi anni l’hotel è stato gestito dall’imprenditore Gianni Alibertin, titolare anche dell’Hotel Al Sole e del Park Hotel, entrambe strutture situate in via Flacco. «Ci auguriamo che questo nuovo tentativo di vendita possa andare a buon fine e che si faccia avanti un investitore serio, capace di rilanciare una struttura storica come l’Hotel Eden», commenta il sindaco Federico Barbierato.
Situazione ancora più complessa per l’Hotel Michelangelo di Monteortone, nel comune di Teolo. L’asta è stata fissata per il 1° ottobre con un prezzo base di 1 milione e 866 mila euro e un’offerta minima di 1 milione e 399 mila euro. Anche in questo caso si tratta dell’ennesimo tentativo di vendita dopo numerose procedure andate deserte. L’albergo - 120 camere per 160 posti letto distribuiti su sette piani - versa da tempo in uno stato di forte degrado e abbandono. Il valore dell’immobile si è progressivamente ridotto rispetto alle prime aste e ora si parla di vendita ad un prezzo stracciato.
«Mi auguro che questa sia davvero la volta buona», commenta il sindaco Valentino Turetta, «avevamo riposto molte speranze nel rilancio dell’albergo e continuiamo a confidare che possa arrivare un imprenditore disposto a investire e a restituire vita a una struttura importante per il territorio».
Il primo cittadino ricorda inoltre che il Comune vanta crediti complessivi per circa 700 mila euro: 400 mila euro per tributi non versati e altri 300 mila legati alla fideiussione prevista nell’ambito del piano urbanistico di rigenerazione dell’albergo concordato con la precedente proprietà facente capo all’altoatesino Rabensteiner.
«Confidiamo almeno di poter recuperare i 400 mila euro dei tributi arretrati», conclude Turetta, «sarebbe un risultato importante per le casse comunali, ma soprattutto auspichiamo che il Michelangelo possa finalmente trovare una nuova proprietà e tornare a essere una risorsa».
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