I market del gruppo Unicomm lanciano l’ora della tranquillità

Famila, Emisfero ed Emi i primi tre marchi nazionali ad aderire alla “quiet hour” sperimentata da anni dalle catene inglesi: zero rumore per sentirsi tutti meglio



In occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, istituita dall’Onu nel 2007, ieri, dalle 14 alle 16, nei supermercati Famila, Emisfero ed Emi è scattata l’ora blu. L’iniziativa, già sperimentata da anni nei supermercati inglesi e conosciuta come “quiet hour”, ovvero “ora tranquilla”, prevede l’attenuazione delle luci, dei suoni e della musica, per creare un ambiente adatto alle persone affette da disturbo dello spettro acustico: «Queste persone soffrono in luoghi rumorosi e la confusione porta un “sovraccarico sensoriale”», spiega Donatella Gaban, referente dello sportello autismo di Padova. « In Italia un bambino su 100 è colpito da questa patologia, mentre si stima che nel mondo ne soffrano più di 60 milioni. Purtroppo si tratta di una realtà ancora poco conosciuta, sulla quale i dati sono parziali».

L’autismo è una condizione neurologica e una disabilità dello sviluppo che dura tutta la vita: i bambini hanno difficoltà a giocare con gli altri, a comunicare in modo funzionale, a esternare i sentimenti, a sviluppare le capacità intellettive.

Sono 80 i supermercati del Gruppo Unicomm che ieri hanno ospitato l'iniziativa, dislocati nel Nordest e nel Centro Italia. Anche Famila di Curtarolo ha partecipato a questo progetto e ne ha accolto la presentazione: «Si tratta di creare un ambiente accogliente in cui queste persone possano sentirsi a loro agio», ha detto Giorgio Marchesin del Gruppo Unicomm. «Siamo attenti ai bisogni del territorio e alle realtà del sociale: ci è sembrato giusto cogliere l’appello arrivato dall’Angsa (Associazione nazionale genitori soggetti autistici) e dai docenti degli sportelli autismo e fare la nostra parte».

In Italia sono 500mila le famiglie coinvolte e le diagnosi sono in costante crescita: «Per noi è fondamentale creare punti vendita che siano accoglienti per tutti, perché vogliamo che chiunque entra nei nostri negozi si possa sentire come a casa propria», continua Marchesin. «Stiamo pensando di organizzare in futuro l’ora blu con cadenza fissa e farla diventare una consuetudine».

Fare la spesa in un ambiente silenzioso e tranquillo può essere un’esperienza piacevole per tutti, senza il rumore, a volte fastidioso, dei transpallet, del “beep” delle casse o della musica in sottofondo. «È importante che i cittadini siano sensibilizzati a questo tema, a un disturbo ancora poco conosciuto», ha detto Clara Rizzo dell’associazione Aiutismo, formata da genitori che, non volendo vivere l’autismo dei propri figli in modo isolato, ha scelto di fare rete. «Vorremmo che nel futuro l’ora blu non fosse limitata ai supermercati, ma realizzata anche in altri luoghi pubblici, ad esempio nei ristoranti. Per noi è importante la condivisione, il non sentirci soli. Assieme si può trovare la soluzione migliore per i nostri ragazzi». —

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