I rombi delle moto degli amici per l’addio a Diego Sanguin

In molti al funerale dell’autista di BusItalia, morto in sella sua bicicletta a Este mentre andava al lavoro

Il funerale di Diego Sanguin (foto Francesco Trivellato)
Il funerale di Diego Sanguin (foto Francesco Trivellato)

Una trentina di amici sono arrivati sul sagrato del Duomo di Santa Tecla con le loro moto per tributare l’ultimo saluto a Diego Sanguin, l’autista di bus 54enne morto il 20 settembre scorso mentre stava andando a lavorare in sella alla sua bicicletta.

È stato un volere della figlia Greta che gli amici hanno fatto volentieri. Dopo la cerimonia le moto hanno anche accompagnato il feretro al cimitero di Baone. Sabato pomeriggio erano davvero in tanti per il funerale dell’uomo, in primis i suoi colleghi di BusItalia, tutti con la divisa di lavoro.

Erano 29 anni che Diego lavorava per l’azienda di trasporto locale. «Eri vispo da giovane e il tuo angelo custode ha sempre fatto gli straordinari» lo ha ricordato con queste parole una vecchia amica quasi a ribadire quella morte così a assurda a poche centinaia di metri dal cancello di casa in via Morlungo. Molti si sono stretti al dolore della moglie Milena, della figlia Greta e di tutti i parenti.

La vittima Diego Sanguin
La vittima Diego Sanguin

Il giorno dell’incidente Sanguin era arrivato all’incrocio tra via Morlungo, la regionale 10 e via Tono. In quel punto avrebbe dovuto attraversare la regionale per immettersi nel percorso ciclabile dall’altra parte della strada. Proprio mentre stava effettuando l’attraversamento è arrivata da Montagnana una Citroën C3 condotta da un 23enne residente a Borgo Veneto. L’impatto è stato violentissimo. La bicicletta è stata travolta e il corpo di Sanguin è stato sbalzato finendo contro il parabrezza dell’auto prima di essere scaraventato, esanime, a una quindicina di metri dal punto dell’urto.

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