Il Comune pensa al Sir3: Stadio-Voltabarozzo, la nuova linea del tram
Il progetto pronto a partire nel 2014: il primo stralcio sarebbe finanziato dal Cipe, poi la variante «ospedale nuovo». I mezzi arriveranno in leasing. Costo 57 milioni di euro

PADOVA. Dallo stadio a Voltabarozzo attraversando i tre ospedali: quello nuovo che sarà costruito a Padova Ovest, l’attuale Civile e il Sant’Antonio. È il progetto della nuova linea di tram i cui lavori potrebbero partire già nei primi mesi del 2014. Il cui primo stralcio del percorso partirebbe dalla Stazione per attraversare via Gozzi, Ospedale civile, Forcellini e finire a Voltabarozzo: 5 chilometri e mezzo. In un secondo momento la linea arriverebbe fino allo stadio Euganeo: altri 3 chilometri e 800 metri.
La fattibilità. Il presidente del consiglio di amministrazione di Aps Holding ha lavorato negli ultimi mesi sulla realizzazione della vecchia linea Sir 3 (Stazione-Ospedale-Voltabarozzo). Il progetto è stato presentato nel 2004 al Cipe (comitato ministeriale programmazione economica) ed è in coda per il finanziamento statale. Costo dell’opera: 57 milioni. Finanziamento possibile dello Stato: 30 milioni. Il sindaco Ivo Rossi, dopo Ferragosto, incontrerà il ministro padovano Zanonato e il ministro ai Trasporti e Infrastrutture Lupi, perchè la possibilità di finanziamento statale adesso è concreta. E infatti, con l'uscita dell'Italia dalla procedura di infrazione europea, l'anno prossimo verranno conteggiati 14 miliardi di spesa pubblica, liberati per investimenti. Il Cipe ha già deliberato 500 milioni di euro di opere pubbliche. «Noi veniamo valutati positivamente», spiega Amedeo Levorato, «perchè nelle corde del governo c’è la volontà di far crescere piccoli cantieri. Lo Stato potrebbe darci una cifra di circa 30 milioni di euro, in fondo Padova ne ha diritto. Nel 2014 possiamo avviare l'opera Sir3».
La variante. Ottenuto il finanziamento atteso, Aps Holding ha studiato la variante chiamata Sir4: dalla Stazione allo stadio attraverso quello che sarà il nuovo ospedale (33 milioni di spesa). L'idea è: lo Stato finanzia la linea 3, a quel punto si presenta l’integrazione per completare tutta la linea che si chiamerà Stadio-Ospedali. La variante prevede anche la possibilità di trasformare il vecchio deposito Aps nel nuovo deposito di manutenzione del tram. 2014, si riparte. È evidente che Padova ripartirebbe nel 2014 con nuova energia. Il progetto prevede un periodo di lavori che varia dai due anni e mezzo ai tre. I terreni sono già tutti nella disponiblità del Comune. L'unico vincolo è il ponte nuovo che andrebbe realizzato sul canale Scaricatore a Voltabarozzo. Ma in una fase iniziale il tram potrebbe girare anche con un percorso ridotto alla stazione di Forcellini. Il mutuo. Detto che il tratto ex Sir3 (Stazione-Voltabarozzo) attende il finanziamento statale, la realizzazione del tratto Sir4 dipende da altre risorse.
Per Levorato, «si potrebbe chiedere un mutuo alla Bei, la banca europea per gli investimenti, perchè ha ricevuto dalla comunità europea l'incarico di investire nei prossimi tre anni qualcosa come 70 miliardi di euro l'anno di infrastrutture: per l’Italia ci sarebbero 12 miliardi. Il mutuo è all’1%: Bei ha concesso mutui importanti a molte altre città italiane, non vedo perchè non dovrebbe farlo qui. È praticabile, ma soprattutto proietti la città in una dimensione europea vera». I vantaggi. A parte quelli economici (dal lavoro per le imprese alla riqualificazione immobiliare dei quartieri toccati dal nuovo percorso) i vantaggi per la mobilità sono immensi. Il tram di oggi ha un linea troppo ridotta con dei costi elevati. Va sviluppata per dare servizi ancora migliori. La provincia di Padova avrebbe altri due grandi parcheggi scambiatori (Padova Ovest e Voltabarozzo) a cui approdare per muoversi in città senza più l’auto. Il nuovo ospedale avrebbe già un mezzo di trasporto rapido di massa a disposizione. Il tracciato, infine, tocca tutto il polo ospedaliero attuale e parte importante del polo universitario. I mezzi da acquistare. Undici mezzi da 32 metri, 25 milioni il loro prezzo: ma qui il discorso economico si fa diverso. Amedeo Levorato, qualche settimana fa, è andato in Francia per discutere questo aspetto con i dirigenti della Ntl, che gestisce il ramo d’azienda che era della società Lohr (quella che ha realizzato il nostro tram, per capirci). «Un incontro molto positivo», assicura Levorato, «perchè la società Ntl ha commesse importanti nel mondo, dalla Francia alla Cina alla Colombia. E si investe molto sul tram a rotaia come il nostro. Con la nostra seconda linea potremo pagare il tram in leasing, in vent’anni, perchè la società si farà carico della fornitura».
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