Il Pd: «Atto dovuto, ma Bitonci tradisce il suo "Prima i padovani"»

PADOVA. «Dopo i permessi a costruire ora le case popolari: Bitonci sta sconfessando il suo slogan “prima i padovani”». È la reazione del vicepresidente del consiglio comunale in quota Pd Andrea Micalizzi, già presidente del quartiere 3. Colui che nel 2009 iniziò una battaglia politica proprio per ridimensionare il campo nomadi di Mortise.
Micalizzi fa riferimento anche al recente provvedimento della giunta che, all’interno della variante urbanistica al Piano degli interventi, ha inserito la possibilità per sette famiglie nomadi proprietarie di terreni in città di costruire un’abitazione al posto delle strutture provvisorie esistenti, rendendo così le aree edificabili.
«Ho sempre detto che il campo di via Bassette ha rappresentato il modo più sbagliato di affrontare il tema della presenza dei nomadi in città: non ci può essere convivenza in una situazione di abusivismo e mancanza di regole, ma bisogna rispettare anche i cittadini padovani – è il pensiero del giovane esponente dem – Negli anni precedenti, durante la mia esperienza amministrativa da assessore, ho ridotto del 70% le dimensioni di quell’area riducendo il problema dell’affollamento senza ricorrere alle case popolari».
Un’azione, quella della tutela della legalità abbinata ovviamente alla solidarietà per chi è più debole, che il consigliere dem rivendica come uno dei valori originali della sinistra.
«L’allora sindaco non ha mai voluto arrivare fino in fondo, ma oggi quel restringimento ha permesso oggi di chiudere l’operazione», ricorda Micalizzi.
Sul piano dello sgombero Andrea Micalizzi non ha dubbi: «È un atto dovuto al quartiere ma in generale servono soluzioni eque», ragiona, sempre senza dimenticare il tema della solidarietà: «Bisogna portare avanti il tema dell’integrazione legandola sempre al tema della legalità e del rispetto delle regole per tutti».
Un provvedimento dunque quello di Bitonci che scontenta molti elettori leghisti, con posizioni molto dure rispetto ai nomadi, mentre non dispiace a una parte del centro sinistra. Esattamente com’è avvenuto per altre discusse decisioni del sindaco: dalla possibilità di costruire le case per i nomadi proprietari di terreni al fondo per pagare il viaggio di ritorno agli immigrati che non vogliono più stare in Italia. (c.mal.)
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