Il perdono dei nipoti «Il vostro è stato un gesto d’amore»

Funerale insieme dopo l’omicidio-suicidio di Montagnana Ricordate le numerose tragedie delle ultime settimane
Di Nicola Cesaro
Montagnana, 28.02.2014 Funerali dei coniugi Zancanella al duomo di Montagnana ph. Zangirolami
Montagnana, 28.02.2014 Funerali dei coniugi Zancanella al duomo di Montagnana ph. Zangirolami

MONTAGNANA. «Nonno, il tuo è stato un grande atto d’amore, che ora vi permette di continuare il percorso verso la vita eterna mano nella mano». Con queste toccanti parole i nipoti di Pietro Zaramella ed Edda Rossetto, 81 e 80 anni, hanno voluto salutare per sempre i loro nonni. I nipoti della coppia hanno letto il messaggio al termine della messa funebre che si è celebrata ieri pomeriggio in un duomo gremito. Il funerale di Pietro ed Edda, a cui ha partecipato anche il sindaco Loredana Borghesan, arriva a oltre tre settimane dalla tragedia che vide protagonisti i due anziani: era il 4 febbraio quando Pietro, reduce da un ricovero ospedaliero in Psichiatria, decise di uccidere la moglie malata a coltellate e di togliersi la vita nella propria abitazione di via Stangon. L’indagine giudiziaria, nata da quella tragedia, ha fatto slittare sino a ieri l’addio alla coppia. «Non ci nascondiamo dietro a quello che è avvenuto» ha esordito monsignor Pietro Zecchin nel corso della cerimonia «Nessuno però saprà mai perché sia avvenuta questa tragedia. Per questo non possiamo che stare in silenzio e pregare».

Il parroco ha affrontato con grande sensibilità l’episodio di cui si è reso protagonista l’ottantunenne: «Nessuno vuole annientarsi. Anche quel gesto è sete di vita. Purtroppo certe volte noi uomini sbagliamo il modo di esprimere questo bisogno di vita». Monsignor Zecchin non ha parlato direttamente di perdono cristiano, ma ha sottolineato come «non c’è alcuna azione definitiva che possa negarci l’abbraccio di Dio. Papa Francesco ha scritto che “con Gesù Cristo nasce e rinasce sempre la gioia”». Il religioso ha quindi ricordato i numerosi suicidi di queste ultime settimane: «L’uomo non è una macchina che si inceppa per un guasto ben determinato. Siamo universi che hanno bisogno di luce, a cui non bastano assistenze sociali, prescrizioni mediche e cure domiciliari: abbiamo bisogno di riempirci i cuori». Davanti ai due feretri, insieme anche in quest’ultima tappa di vita, i cinque nipoti della coppia (Edda e Pietro avevano cinque figli) hanno letto al termine della messa un toccante ricordo dei nonni: «Eravate sempre uno accanto all’altro, come se l’assenza dell’altro impedisse di vivere. La malattia ha solo rafforzato il vostro legame. Per questo, nonno, il tuo è stato un grande atto d’amore».

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