Il sindaco Bitonci in bilico, minoranze pronte al blitz

PADOVA. «Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie». Più che i «Soldati» di Ungaretti sono gli assessori di Bitonci ad essere a rischio caduta. Il barometro indica tempesta e a nulla servono i tentativi di serrare le fila del “cerchio magico” del primo cittadino. È lo stesso sindaco ad attaccare giornali e opposizione, sempre più convinto di poter giocare il ruolo di «Trump alla padovana».
Ma sono stati i pezzi della sua maggioranza a sfilarsi man mano come i petali di una margherita. E mentre il tycoon americano prima ancora di approdare alla Casa Bianca ha già aggiustato il tiro verso un profilo più istituzionale, il sindaco leghista insiste a mostrare pubblicamente i muscoli. Salvo poi offrire in privato le teste dei suoi assessori per ricostruire l’alleanza con Forza Italia.
Tensioni in giunta. Nessuno si sente al sicuro in giunta. Da questo nascono liti, risentimenti e paure. Dopo l’abbandono del referato alla Cultura di Flavio Rodeghiero e la “cacciata” di Alessandra Brunetti e Stefano Grigoletto, sembra essere il giovane Alain Luciani ad essere finito nel “tritacarne” del sindaco. Non tanto per il numero whatsapp uno e trino, quanto per le difficoltà di comunicazione. Lui, venetista convinto, sembra estraneo a una Lega fatta di gruppi trasversali e espulsioni.
Il no di Forza Italia. Sul filo del rasoio è il rapporto con gli azzurri di Forza Italia. Ufficialmente il commissario Simone Furlan attende una convocazione del tavolo di coalizione, appuntamento già rinviato alla prossima settimana. Ma c’è chi teme che il tavolo non si farà mai, soprattutto dopo il voto di lunedì scorso quando per la prima volta gli azzurri Manuel Bianzale e Carlo Pasqualetto hanno votato contro una delibera della giunta, quella sul regolamento anti-kebab.
Opposizione al varco. È emersa così la situazione di parità, 16 a 16, all’interno del consiglio comunale. Dove la maggioranza è garantita solo dal voto del sindaco. E dove un nuovo addio, dopo quello di Riccardo Russo, potrebbe compromettere definitivamente la situazione. Il banco salta infatti con le dimissioni contestuali di 17 consiglieri.
L’arrivo di Parisi. Sabato mattina alle 10 al Geox arriva Stefano Parisi. È probabile che il “federatore” del centrodestra faccia di tutto per tenersi lontano dalle fibrillazioni di Palazzo Moroni. Ma in platea ci saranno feroci anti-bitonciani, a cominciare dai centristi Ruffato, Menorello e Foresta, ma anche i “dissidenti” di Forza Italia leali al sindaco, capitanati dalla vice Eleonora Mosco. La dimostrazione plastica di quanto sia difficile mettere insieme i moderati e i liberali con il Carroccio salviniano. O forse è solo un problema padovano?
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