Il Vaticano alle Olimpiadi con la padovana Chiara Rosa

Atletica e cinema: la lanciatrice di San Michele delle Badesse è una suora nel film «100 metri dal Paradiso» del regista Raffaele Verzillo

PADOVA. Chiara Rosa si fa suora. E se vi sembra una notizia incredibile, non avete tutti i torti. Succede solo al cinema, nel film «100 metri dal paradiso», in uscita il prossimo 11 maggio nelle sale di tutta Italia. Pure sul grande schermo, però, la primatista nazionale del getto del peso continuerà a lanciare. E’ una suora speciale quella che si vedrà nel lungometraggio girato da Raffaele Verzillo e interpretato, tra gli altri, da Jordi Mollà, (già visto ne «Il fiore del mio segreto» di Almodòvar e, più recentemente, in «Elizabeth»), e Giulia Bevilacqua, volto noto delle fiction «Distretto di polizia» e «Nero Wolfe». «Ci sono loro e ci sono pure io, ma, vi prego, non chiamatemi attrice», scherza Chiara.

«Non ho ancora visto il film e non so per quanti minuti mi si vedrà. Però posso promettere che il mio personaggio è tutto un programma, una suora tutta da ridere». Ci racconta la vicenda? «E’ la storia di Tommaso, un velocista che si vuole fare frate e che, proprio per questo, salterebbe i Giochi Olimpici. A quel punto uno dei personaggi della pellicola, monsignor Angelo, ha l’idea di metter su una nazionale del Vaticano per portarlo comunque a Londra. Inizia così un’operazione di reclutamento tra i religiosi di tutto il mondo per formare una squadra che possa cimentarsi nelle varie discipline. In realtà ero l’unica sul set ad aver frequentato sul serio i campi di atletica, probabilmente ero stata notata dalla produzione per i miei numeri quando vinco».

Come è stato lavorare sotto i riflettori? «Mi sono divertita un sacco. Abbiamo girato in due settimane, a ottobre, tra la Puglia e Roma. Con diversi attori continuo a sentirmi ancora e ho notato che ci sono molte analogie tra il cinema e l’atletica».

Ad esempio? «Sono entrambe professioni che ti permettono di restare bambino e di credere nei tuoi sogni. Sono mestieri difficili da spiegare a chi li vede dall’esterno e in cui ti sottoponi al giudizio degli altri, che spesso non sanno quali sacrifici affronti per fare quello che fai. E poi vivo l’attesa della prima con la stessa ansia che mi accompagna in gara: non vedo l’ora che arrivi l’8 maggio, quando a Roma sarà proiettata l’anteprima».

Episodi curiosi nel corso della lavorazione? «Quando abbiamo girato allo stadio San Nicola di Bari sono state coinvolte alcune comparse del posto, giovani atleti che mi conoscevano per i miei risultati e sono venuti subito a chiedermi di fare una foto con loro. Gli altri attori mi hanno guardata come un ufo: erano stupiti che nessuno se li filasse per venire da me. Tra l’altro ho continuato ad allenarmi anche nel corso delle riprese, soprattutto a Roma, quando abbiamo girato allo stadio delle Terme di Caracalla».

A San Michele delle Badesse come hanno appreso la notizia? «Ormai si sta spargendo la voce e al Cinecity di Limena è già arrivato il cartonato del film. Credo che verranno in tanti a vedermi, anche perché qui nell’Alta Padovana c’è tutto il mio microcosmo, dal mio allenatore Enzo Agostini, che abita a tre chilometri da casa mia, passando per il mio fisioterapista che sta a 200 metri, arrivando al mio nutrizionista che sta a 300. Qui tutti mi conoscono e mi permettono di vivere esperienze come quella dei Giochi Olimpici senza perdere contatto dalla realtà».

A proposito di nutrizionista, come procede la dieta? «Sono in fase di assestamento. Ho recuperato qualche chilo ma ne ho comunque persi 20. Non ho dovuto fare particolari rinunce ma ho eliminato tutte quelle schifezze per cui Padova, coi suoi happy hour, è micidiale: dai tramezzini alle patatine fuori pasto».

E i benefici ci sono? «Mi sento meglio, riesco a correre anche una quarantina di minuti senza vedere i fantasmi e a salire le scale senza il fiatone. A livello metrico, nei lanci in pedana, i miglioramenti ancora non si vedono ma sono convinta che prima o poi arriveranno. Magari a Londra, dove, però, dovrò lanciare a livello del mio record italiano già alle 9 di mattina per sperare di poter essere tra le prime 8. Ma io sono serena. Prima o poi avrò anch’io un po’ di fortuna nei grandi appuntamenti. E perché non deve succedere proprio a Londra?».

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