Immobiliare nel Padovano: tutti i palazzi di proprietà della Provincia

Nel Padovano sono diversi gli immobili non utilizzati. La Provincia aumenta le risorse mettendo a reddito alcuni edifici: è l’esempio della caserma dei carabinieri in Prato della Valle

Federico Murzio
L'esterno della Prefettura, Padova
L'esterno della Prefettura, Padova

Un patrimonio immobiliare sulla carta notevole, quello della Provincia di Padova. Sulla carta appunto, perché come accade per le elezioni, prima i voti si contano, poi si pesano.

Così è anche per gli edifici di proprietà pubblica, soprattutto quelli che varie ragioni non sono utilizzati. E, a proposito di elezioni, tra un paio di settimane, si rinnoverà la presidenza della Provincia. Sul tavolo del presidente in pectore Daniele Canella, la partita della valorizzazione del patrimonio sarà uno dei primi dossier da affrontare.

I numeri

Sul sito dell’ente provinciale è consultabile l’elenco dei fabbricati di proprietà 2026, un file che richiama 96 voci. E le voci tradiscono un ampio ventaglio di tipologie di beni.

Si va, solo a titolo esemplificativo, da cabine dell’Enel a edifici scolastici (utilizzati o meno), a palazzi storici. Come Palazzo Santo Stefano in piazza Antenore. E ancora: autostazioni o ex autostazioni, magazzini, ex caserme. Stando a quanto emerge da una ricognizione, sarebbero una minima parte gli edifici non in uso. Sedici, all’ultimo conteggio, che salgono a diciotto si considerano anche quelli in corso di valorizzazione.

Nel computo complessivo ci sono però pezzi pregiati o potenzialmente tali. E il pensiero corre al centro Kursaal ad Abano Terme. Il quale, ad oggi, rappresenta, tra quelle aperte, la partita delle partite.

Le variabili

Anche a volere pensare ad alienare il patrimonio immobiliare non in uso, o parte di quello non giudicato strategico, a incidere e determinarne il valore sono la domanda e le variabili del mercato immobiliare, che vanno dalla posizione dell’edificio, alle condizioni generali, metratura, all’anno di costruzione, alla presenza di vincoli storici-architettonici-paesaggistici, ai costi per l’adeguamento energetico, sismico e molte altre voci. Insomma, esiste un ampio ventaglio di variabili che verosimilmente condizioneranno le decisioni future.

I canoni

La Provincia incrementa le proprie risorse mettendo a reddito alcuni edifici. E sono i cosiddetti canoni attivi. Poi la Provincia paga anche l’affitto a edifici presi in locazione. In questo caso si chiamano canoni passivi.

Detto questo in premessa, sempre dal sito della Provincia, emergono alcuni numeri sugli affitti. Palazzo Santo Stefano, in piazza Antenore, che ospita gli uffici della Prefettura e l’alloggio del prefetto, è affittato allo stato per 219 mila e 238 euro l’anno (si parla complessivamente di 3.850 metri quadri).

L’edificio che ospita la caserma dei carabinieri in Prato della Valle è affittata per 381 mila 613 euro l’anno (in questo i metri quadri sono 6.200). Ad Este, lo spazio che ospita locali dei vigili del fuoco, 670 metri quadri, è affittato per 24 mila 771 euro annui.

Tra i canoni passivi, sempre a titolo esemplificativo, spiccano i 918 mila euro per gli 8.423 metri quadri dell’edificio che ospita la sede della Provincia.

L’ente paga il canone annuale a Padova Attiva, società di piena proprietà della Provincia. Si tratta sostanzialmente di un giro contabile, una formula decisa agli inizi degli anni Duemila, per pagare la rata del mutuo. Nel computo dei canoni passivi propriamente detti rientrano gli 86.174 euro che l’ente paga d’affitto per i 1.460 metri quadri per un magazzino in via Volta a Limena.

Lavori e permute

Da quanto emerge dalla Relazione di gestione 2025 sono in atto alcuni progetti di valorizzazione del patrimonio.

C’è l’esempio dell’ex Consorzio Terme Euganee: una porzione significativa di questo compendio è stata aggiudicata e venduta a Federalberghi Terme – Abano Montegrotto per 435 mila euro. Il contratto preliminare è stato firmato il 21 luglio 2025 e sono in corso i lavori manutentivi propedeutici al rogito definitivo.

La stessa Relazione dà atto di un percorso iniziato nel 2024 con una deliberazione del Consiglio provincia volto «alla realizzazione di una nuova sede dei vigili del fuoco a Este, di nuovi spazi per la Protezione civile e di altri interventi di rigenerazione urbana».

Provincia e Demanio hanno stipulato una permuta in base alla quale l’ente cederà allo Stato l’area della caserma dei vigili del fuoco di Este e il locale cucina del Circolo unificato dell’Esercito a Prato della Valle. In cambio la Provincia acquisirà la proprietà di due edifici (uffici e magazzino) nell’area dell’aeroporto Gino Allegri in via Sorio e un terreno a Vigodarzene.

 

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