Import-export di marijuana, fermati due pacchi

Uno in arrivo intercettato a Milano, uno in partenza rintracciato al Mail Box di via Toti, 12 kg in tutto: ricercato il proprietario

Tutto inizia all’aeroporto di Milano Malpensa quando i finanzieri vengono allertati per un pacco del peso di 5 chilogrammi in transito che arriva dalla Spagna via aereo ed è diretto ad una Mail Box di via Toti in città a due passi dal cavalcavia Borgomagno: puzza di marijuana. Impossibile non sentirla. Odora talmente tanto che chi lo maneggia controlla che non si sia aperta la confezione. Ma non è così. La droga è stata confezionata in modo approssimativo, non è stata chiusa in un contenitore di plastica ermetico che ne avrebbe almeno contenuto le esalazioni. Se non fosse stato per l’odore la spedizione sarebbe proseguita senza problemi.

Finanzieri corrieri

Le Fiamme Gialle decidono di portare loro il pacco a Padova. Non prosegue quindi per i canali normali di spedizione. Arrivati alla Mail Box parlano con il gestore (si tratta di un negozio sul quale è possibile appoggiarsi per spedire e per riceve pacchi e corrispondenza) e si informano sul nominativo al quale era indirizzata quella spedizione. Aspettano che venga a ritirare, ma invano. Sarà un caso? Da un controllo nell’esercizio scoprono che la stessa persona ha da poco portato un secondo pacco questa volta del peso di 7 chili per spedirlo in Irlanda. Decidono di aprirlo per verificare che non contengo pure questo della droga. La verifica dà l’effetto sospettato, anche lì c’è della marijuana. In tutto quindi 12 chilogrammi di droga. Il negozio di Mail Box non ha nessuna responsabilità, anzi il gestore collabora con gli investigatori.

lo straniero è ricercato

Il responsabile, straniero, ha un nome e un cognome e pure un indirizzo di residenza, è ricercato per rispondere di questo particolare commercio. Poche ore dopo da questi accadimenti i finanzieri – coordinati dal pubblico ministero Roberto Piccione – vengono a sapere che deve ritirare un terzo pacco a Venezia. Insomma un import export di marijuana. Ora le indagini sono a 360 gradi su di lui. Quanti pacchi spedisce e riceve alla settimana? A chi? Va verificato inoltre da chi riceve droga a chili. Si presume infatti che questa non sia stata l’unica settimana ricca di pacchi. Ora la procura ha ordinato una perizia sullo stupefacente per capire il grado di purezza. Non è escluso che presto non vengano a galla nuove spedizioni. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova