La “compagnia” del Due Palazzi ritorna sul palco
Un nuovo corso. Anzi una rinascita in grande stile, quella del Teatro-Carcere di cui è stata e continua ad essere capofila Maria Cinzia Zanellato, attrice e regista teatrale, forte di quella passione e di quell’ostinazione che muovono le grandi imprese. Lei rimane la responsabile del progetto, affiancata e sostenuta da una nuova rete di “soci”: Bel.Teatro, associazione da 20 anni presente a Padova; i Comuni di Cadoneghe e Vigodarzere e sempre con l’appoggio del direttore del Due Palazzi.
Da vent’anni, e fino a quest’estate, il progetto dei laboratori settimanali in carcere (nella sezione penale) e l’allestimento degli spettacoli con gli attori-detenuti, era un “ramo” dell’attività di Tam-Teatromusica, gruppo “storico” padovano di cui Cinzia Zanellato faceva parte fin dalle origini. L’ultimo spettacolo, “Experti”, tratto da Kafka e con testi originali scritti dai detenuti medesimi, l’anno scorso è stato presentato due volte dentro il Due Palazzi davanti a un folto pubblico interno ed esterno. E la compagnia degli otto detenuti-attori per tre volte tra maggio e agosto ha recitato “fuori”: all’Mpx, nell’ambito del festival Biblico; a Vigodarzere e a Salzano. Ogni volta un trionfo.
Poi, in agosto, “Experti” era previsto nel cartellone della rassegna al Castello Carrarese e, meglio ancora, era stato selezionato per partecipare al Premio Off, al Verdi, indetto dal Teatro Stabile del Veneto. Tutto pronto, prove e riprove, emozione, motivazione. La grande occasione.
Tutto disfatto, quando d’improvviso il Tam di Michele Sambin, con un colpo di mano e scavalcando Cinzia Zanellato, ha ritirato lo spettacolo sia dalla rassegna che dal concorso. Come dire, abbiamo cambiato strada, questa faccenda del “teatro civile” non ci interessa più. Punto e chiuso. Lasciando lei con il cuore dolorante e abbandonando quegli attori-detenuti per i quali fare teatro vuol dire scoprirsi capaci di un’altra, nuova, vita oltre il carcere. Sono passati due-tre mesi: prima lo sprofondamento nell’angoscia, poi la ratificazione del brusco stacco dal Tam, infine una sorprendente e spontanea raccolta di forze e disponibilità attorno al progetto. Che quindi ricomincia. A fine ottobre uscirà il bando regionale per i finanziamenti e si spera che il contributo arrivi.
Ieri Maria Cinzia Zanellato, carica e raggiante, ha presentato il nuovo corso in una conferenza stampa al Centro universitario in zia Zabarella, assieme a Bruno Lovadina, presidente di Bel Teatro; a Lorena Orazi, responsabile dell’area pedagogica della Casa di reclusione Due Palazzi; alla consigliera comunale di Cadoneghe Augusta Parizzi e a Lucio Piva per il Comune di Vigodarzere. A breve ricominceranno gli incontri, 20-25 i detenuti già coinvolti e altri ne arriveranno. Nel frattempo il progetto si è rafforzato grazie alla firma di un protocollo di intesa tra il ministero della Giustizia e il coordinamento nazionale Teatro Carcere di cui il gruppo padovano è socio fondatore.
Intanto oggi la giornata si annuncia campale. A mezzogiorno gli otto, strepitosi attori-detenuti (italiani, africani, maghrebini e albanesi) parteciperanno, invitati da Alessandro Gasmann, direttore del Teatro Stabile del Veneto, alla cerimonia di premiazione del Premio Off al Verdi (concorso al quale avrebbero dovuto partecipare). E alle 16 porteranno lo spettacolo “Experti” a Cadoneghe all’auditorium Ramin.
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