L'azione contro i clochard: indaga la Procura Il mendicante ferito: "Vado via da Padova"

PADOVA. La procura ha aperto un’inchiesta, per ora senza indagati (modello 45, atti relativi) a seguito dell’esposto per istigazione a delinquere per sequestro di persona - con l’aggravante di aver agito per motivi etnici e razziali - presentato da sette associazioni cittadine in merito alle presunte affermazioni dell’assessore Maurizio Saia nei confronti di accattoni, prostitute e venditori abusivi. «L’idea è quella di portarli al comando e di tenerli dentro il più possibile. Questo è un deterrente», è la frase incriminata. L’esposto è stato firmato dalle associazioni Razzismo Stop, Beati i Costruttori di Pace, Giuristi Democratici, Avvocati di strada, Antigone, Altra Agricoltura e Bio Lab.
Intanto continua a far discutere il caso del mendicante invalido ammanettato sabato scorso in Prato della Valle da quattro agenti della Municipale sotto gli occhi di centinaia di persone; il video ha fatto il giro del web sollevando molte polemiche. L’uomo ha dormito per due notti all’asilo notturno del Torresino e ora intende andarsene da Padova. Lui si chiama Daniel Vancea, ha 41 anni ed è originario della Romania. Contro l’azione dei vigili c’è stata una sollevazione sia del mondo della politica che di alcuni esponenti della chiesa. Diverse e contrastanti le versioni dei fatti. Ecco quella del diretto interessato.
«Ero appena uscito dall’ospedale dove ero stato ricoverato una settimana per problemi respiratori e al fegato», racconta il mendicante, «Sabato pomeriggio in Prato della Valle chiedevo l’elemosina per comprare la vitamina b1 che il medico mi aveva consigliato di prendere. Ad un certo punto sono arrivati i vigili. Mi hanno chiesto un documento, gliel’ho dato, ma questi mi hanno fatto una multa di 50 euro. Non avevo fatto nulla e non avevo quei soldi, così ho strappato il foglio. Mi hanno preso per un braccio e mi hanno buttato a terra. Ho sbattuto il ginocchio e la schiena. Nella concitazione mi sono anche ferito dandomi una stampella in testa. Mi hanno ammanettato e tenuto fermo immobile. Tutti mi guardavano, come se fossi un ladro. Poi è arrivata l’ambulanza che mi ha portato al pronto soccorso, dove sono rimasto fino a sera prima di venire qua al Torresino».
Daniel Vancea, senza fissa dimora, a Padova ci stava da tre settimane, prima viveva in Germania. Ma adesso, dopo quest’episodio, in città non vuole più restare. «Appena mi portano delle stampelle nuove vado in stazione e salgo sul primo treno che va in Lussemburgo. Là ho dei cugini. Qua non resto più neanche un giorno». Una vita difficile quella del mendicante. Rimasto menomato dopo un incidente in giovane età, il destino con lui non è stato generoso.
«A 16 anni un amico mi ha spinto fuori dalla porta del treno in corsa. Sono rimasto in coma una settimana poi mi sono svegliato pieno di cicatrici e senza una gamba». Nonostante questo il quarantunenne si è sposato con una connazionale e ha avuto tre figlie, ma anche qui qualcosa è andato storto. «In Romania ho tre bambine di 17, 15 e 13 anni. Non le vedo mai. Mia moglie dopo 17 anni di matrimonio mi ha lasciato per un altro uomo. Non avevo più nulla per questo ho deciso di andarmene dal mio paese». A Padova Daniel, dice, cercava un po’ di serenità, che ora auspica di trovare in Lussemburgo.
Confesercenti con i vigili: "Polemiche assurde". Enzo Tuis, Presidente dell’Anva Confesercenti Padovana (Associazione dei venditori ambulanti) esprime la sua solidarietà ai vigili: “Sono assurde le polemiche sollevate nei confronti dell’operato di una squadra di vigili durante il controllo di un mendicante lo scorso sabato in Prato della Valle. Il lavoro svolto dai vigili urbani nella città di Padova è fondamentale per garantire una città sicura. Lotta alla contraffazione, lotta all’accattonaggio molesto, sono due delle principali richieste che la nostra categoria quotidianamente rivolge alla Polizia Locale”.
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