Lo strazio della sorella Bruna «Stava bene e ora non c’è più...»

NOVENTA PADOVANA. «Io so che avevo una sorella e adesso non ce l’ho più. E non so neppure com’è successo». È un dolore atroce quello di Bruna Giacon, sorella di Leda, la pensionata travolta mortalmente da un tir ieri mattina a Stra mentre stava si recando al mercato settimanale per fare la spesa. Un tremendo destino, quello di Leda Giacon. «Se fosse stata malata, una se ne fa una ragione», aggiunge Bruna Giacon, «ma mia sorella stava bene, era autonoma in tutto. A Pasqua era venuta a casa mia a Stanghella e siamo state insieme. E adesso non c’è più». Leda Giacon viveva da sola in un appartamento al civico 46 di via Oltre Brenta. Non era sposata ed era legatissima alla sorella e al cognato Enzo, come pure ai nipoti. A Noventa era arrivata in gioventù, con i genitori e Bruna. Lei lavorava come ragioniera in un calzaturificio di Vigonovo, la sorella aveva trovato un impiego da Baldan tessuti. Aveva anche un fratello, che si sposò trasferendosi a Milano e che morì insieme alla moglie in un tragico incidente stradale lasciando un bimbo, ormai adulto. Un lutto che ha segnato la famiglia Giacon, che oggi viene colpita nuovamente. Quando la sorella si trasferì con la famiglia a Stanghella, Leda Giacon rimase a Noventa assistendo i genitori, mancati entrambi anni fa.
Benvoluta dai vicini, Leda era sempre pronta ad aiutarne coloro che non ce la facevano ad uscire e a lei si affidavano per piccole commissioni. Il palazzo dove abitava e dove tutti la conoscevano è a poche centinaia di metri dal luogo dell’incidente. «Quando ho saputo, ho subito pensato che potesse essere lei e ho pregato perché così non fosse», racconta una vicina, «Leda era piccola di statura e camminava lentamente. Forse l’autista di quel bestione è stato precipitoso nel ripartire, forse non si è accorto di lei». «Ho sentito una frenata», racconta l’aiutante della stazione di carburanti che si trova all’incrocio della Sr 11, «sono uscito e ho visto la signora incastrata sotto le ruote, la gente urlava all’autista di tornare indietro con le gomme ma io ho l’ho bloccato perché sarebbe stato peggio». Leda frequentava la parrocchia di Stra, sotto la quale ricade buona parte di Oltre Brenta. E forse qui verrà celebrato il funerale.
Giusy Andreoli
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