Mendicanti con belle auto, case e terreni: il pm chiede il sequestro dei beni

CORREZZOLA. Auto, terreni, case. Troppi beni per persone dalle dichiarazioni dei redditi pari a zero o risibili e “abitualmente dedite a traffici delittuosi”. Per questo la procura - dopo la dettagliata informativa del comandante del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, Giovanni Parascandolo - ha chiesto l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale, quindi del sequestro per un valore di circa mezzo milione di euro nei confronti di Lidia e Daniele Braidich rispettivamente di 56 e 39 anni, Nebojsa Duric, 51 anni e Verica Nikolovski, 45 anni, di etnia Rom, tutti residenti a Correzzola in via San Giuseppe. Per quest’ultima l’informativa delle Fiamme Gialle sottolinea come abbia impiegato minori nell’accattonaggio.
In merito alla richiesta, firmata dal pubblico ministero Roberto Piccione, il giudice deciderà il prossimo 23 giugno in Camera di consiglio. Ecco nello specifico di cosa si chiede il sequestro e la successiva confisca: per Lidia Braidich dei terreni in territorio di Correzzola e degli immobili; per Daniele Braidich un immobile a Sant’Angelo di Piove; per Nebojosa un’auto Ford Fusion 1.6 Tdci e una Mercedes C220; per Verica Nikolovski un terreno a Piove di Sacco.
Per queste persone la procura ipotizza, vista la condotta e il tenore di vita e l’assenza di lecite fonti di reddito, che siano abitualmente dedite a traffici delittuosi e vivano abitualmente di questi. È stato chiesto il sequestro dei loro beni visto che l’ammontare del loro valore è sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati e in ragione dei reati (tutti contro il patrimonio) per i quali risultano indagati o imputati o condannati. La procura sospetta che la disponibilità dei beni scaturisca proprio da queste attività illecite.
Dall’informativa delle Fiamme Gialle emerge pure come alcuni di questi soggetti abbiano goduto negli anni di aiuti economici da parte del Comune di Correzzola: dal pagamento della mensa scolastica per i figli alla fornitura di libri, per finire con una borsa di studio. I componenti dei diversi nuclei familiari hanno sostenuto negli anni - senza tener conto della spesa annuale necessaria per il vivere quotidiano - diverse spese per l’acquisto di automobili e il pagamento di tributi locali legati alla proprietà di beni immobiliari.
Lidia Braidich, ad esempio, ha pagato dal 1996 al 2010 all’incirca 2.116 euro di Ici per la casa di Correzzola e solo nel 2012 un Imu di 376 euro. C’è poi un’operazione particolare che insospettisce non poco gli inquirenti. L’acquisto di una casa in via San Polo a Sant’Angelo di Piove pagata 280 mila euro sull’unghia dal figlio di Daniele Braidich. La vecchia proprietaria, sentita dai finanzieri, racconta che tutte le trattative di vendita sono avvenute proprio con Daniele Braidich. Il saldo del pagamento è stato effettuato con degli assegni circolari tratti dal conto corrente della madre di Daniele, Lidia Braidich. In quel conto corrente dal febbraio al novembre del 2008 risultano versamenti per 175 mila euro, di cui tra ottobre e novembre di 100 mila euro in contanti. Quindi servivano i soldi per comperare una casa e sono arrivati facilmente, in contanti. Le dichiarazioni dei redditi di questi soggetti però sono vicine allo zero o nemmeno presentate. Da qui il sospetto che si possa trattare di denaro di provenienza illecita. Ora sul sequestro si esprimerà il giudice.
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