Merlara, morto anziano ospite Paura in casa di riposo: 83 positivi

La prima vittima aveva 89 anni, era ricoverato a Schiavonia. Il sindaco: «Situazione critica»
Merelara (PD), 09 Marzo 2020. Centro Anziani chiuso a Merlara. Nella foto: l'entrata del Centro Anziani di Merlara
Merelara (PD), 09 Marzo 2020. Centro Anziani chiuso a Merlara. Nella foto: l'entrata del Centro Anziani di Merlara



Nerone Ugo Melato è il primo ospite della casa di riposo di Merlara a perdere la vita. L’anziano, 89 anni, era risultato positivo al Covid-19 lunedì scorso. Con lui sono 83 i contagiati della “Pietro e Santa Scarmignan” di via Roma. La casa di riposo di Merlara resta uno dei fronti d’emergenza più importanti di tutta la provincia di Padova e a una settimana dall’avvio dello “stato di crisi” la situazione pare lontana dal risolversi.

IL DECESSO

Nerone Ugo Melato era ospite alla “Scarmignan” da sette anni. Lunedì, a un giorno dallo scoppio dell’emergenza, è risultato positivo al coronavirus. Mercoledì è stato necessario il trasferimento nel reparto Covid-19 dell’ospedale di Schiavonia. L’89enne è rimasto cosciente per un giorno, poi le sue condizioni si sono aggravate fino al decesso di ieri pomeriggio. Dal giorno del trasferimento, la famiglia non ha potuto più entrare in contatto con lui. Melato era figura molto conosciuta a Saletto di Borgo Veneto, suo paese di residenza: per anni aveva infatti lavorato come vigile urbano – dal 1974 al 1992 in forza alla polizia locale del corpo montagnanese - e dunque per il suo ruolo era conosciuto da tutta la popolazione, che lo ricordava ancora anche se era passato parecchio tempo dalla pensione.

I NUMERI

A ieri pomeriggio i contagiati totali della “Scarmignan” erano 83. Si tratta di ben 60 anziani ospiti della struttura e di 23 operatori, a vario titolo, impegnati all’interno della casa di riposo. Nel centro servizi di via Roma sono attualmente ospitati 69 anziani. Erano 73, domenica scorsa, poi 4 sono stati trasferiti al “Madre Teresa” di Schiavonia perché le loro condizioni si sono fatte più serie. Uno di loro, Melato appunto, è deceduto ieri pomeriggio. Sono davvero una manciata gli ospiti che non hanno ancora contratto il Covid-19, ma c’è davvero poca speranza che qualcuno riesca a scampare il contagio: ad ogni giro di tamponi, infatti, emerge un nuovo ammalato. «Fortunatamente gli ospiti che restano in struttura non presentano casi clinici preoccupanti» rassicura il sindaco Claudia Corradin, in prima linea sin da domenica, quando è emerso il primo contagio «Gli anziani che sono dentro la casa di riposo hanno un leggera febbre, che tuttavia è sopportabile. Ci sono medici che stanno monitorando la situazione, qualsiasi sia l’evoluzione».

IL PERSONALE

Il personale a disposizione della “Scarmignan” è di 43 unità. Ben 23 sono risultati positivi al coronavirus e quindi sono stati destinati alla quarantena domiciliare. Con soli 20 lavoratori a disposizione è davvero difficile garantire dei turni adeguati alla mole di lavoro. Contro questo scoglio stanno sbattendo la dirigenza della casa di riposo e l’amministrazione comunale. «Stiamo cercando di reclutare personale, ma non riusciamo a trovare oss disponibili» denuncia il sindaco «Molti operatori sono già stati assunti dagli ospedali e quelli che rimangono non vogliono accettare di entrare in un luogo così a rischio».È notizia di ieri che un contagio è stato confermato anche tra i membri dell’amministrazione comunale: «Lavoriamo da giorni a stretto contatto e dunque ci stiamo sottoponendo a tamponi. Il vero problema è che se finiamo in quarantena, è davvero difficile gestire l’emergenza». L’appello alle autorità maggiori, dunque, è evidente.

IL PAESE

Più di qualche famiglia di Merlara e del territorio è costretta alla quarantena. E’ il caso, innanzitutto, di chi vive a stretto contatto con i dipendenti della “Scarmignan” che hanno contratto il virus. L’autorità sanitaria ha già preso contatti con i soggetti a rischio, che dunque devono rimanere in casa per prevenire eventuali trasmissioni di coronavirus. Già da lunedì era stato diramato un avviso per chiunque ritenesse di aver avuto contatti con persone potenzialmente positive. I soggetti in questione sono stati invitati a rivolgersi al proprio medico di base o ai numeri dell’emergenza coronavirus: l’800-426-340 (numero verde regionale), l’800-032-973 (Usl 6 Euganea) e il 1500, il numero di pubblica utilità del Ministero della Salute. —





Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova