Metà degli arrestati sono spacciatori Sequestrati in città 75 chili di droga

Il questore Paolo Fassari lancia un appello ai cittadini «Mettete da parte il pessimismo, siate fiduciosi e aiutateci»



Su 350 arresti complessivi quasi la metà sono spacciatori. E nel 2019 a Padova sono stati sequestrati quasi 75 chili di droga. Il tradizionale consuntivo di un anno di sicurezza a Padova si può scomporre in vari modi ma la pietra angola del sistema criminale della città resta sempre e solo una: lo spaccio. «Auguro a ogni padovano di mettere da parte il pessimismo, di avere fiducia, di dare una mano. Auguro ai padovani di capire che non tutto è un affare di chi indossa una divisa. Dobbiamo fare le cose insieme, costruire, sorridere».

i numeri

Cinquanta chili di marijuana, 17 chili di hashish, tre chili e mezzo di eroina e quasi due chili di cocaina: un totale che sfiora i 75 chili di droga. I numeri dei sequestri fotografano la situazione dello spaccio in città. Nell’elenco entra anche un litro e mezzo di Gbl, la droga dello stupro, un preparato sintetico entrato di prepotenza nell’ambiente delle discoteche. Padova si conferma una piazza importante per lo spaccio per vari motivi. A livello territoriale è collocata esattamente al centro della regione e in asse perfetto con Milano. C’è la stazione, snodo viario del Nordest. Ed è una città universitaria in cui gravitano 60 mila studenti.

le organizzazioni

I nordafricani spadroneggiano tra via Trieste e corso del Popolo, mentre gli africani si sono presi la prima Arcella e Borgomagno. Piazza De Gasperi e viale Codalunga se la contendono entrambe le etnie. Gli albanesi sono spariti dalle strade: lavorano solo su grossi carichi e sono lo snodo principale dei traffici in città. Una città in cui dopo anni di leadership incontrastata della cocaina, è tornata prepotente l’eroina, quella che oggi fumano soprattutto i giovani. Ogni tanto il fragile equilibrio delle gang della droga si spezza, con il solito tributo di violenza e sangue.

come si dividono

I nigeriani sono ancora i punti di riferimento per la cocaina e la marijuana. Si sono stabilizzati tra Borgomagno e prima Arcella. Si riforniscono principalmente con gli “ingoiatori” di ovuli e spacciano la droga a prezzi concorrenziali. Un’altra “roccaforte” dei nigeriani è la Stanga. In quell’area la comunità africana ha messo radici, con l’apertura di club e circoli. Stessa dinamica nei dintorni di via Bernina. L’altra fetta di mercato della droga è in mano ai nordafricani: marocchini, tunisini e algerini in testa. Loro sono arretrati verso il centro cittadino, si sono presi via Trieste e le piazzette sull’asse di corso del Popolo. Hanno saputo colonizzare anche le piazze del centro, dove abbordano giovani e studenti universitari. Girano in sella alle loro biciclette, scambiano dosi, consegnano denaro. Utilizzano bidoni della spazzatura e quadri elettrici per nascondere i quantitativi più consistenti e, di volta in volta, prendono la singola dose da spacciare. Assoldano minorenni e questo è un fronte nuovo che preoccupa molto.

punti caldi

Il questore Fassari è sempre stato un grande sostenitore della sicurezza partecipata, costruita cioè con l’impegno di tutti gli attori in gioco: forze dell’ordine ma anche amministrazione comunale e soggetti della società civile. «La riqualificazione dei Giardini dell’Arena è il grande successo di quest’anno. Lì c’era davvero una situazione complessa, che è stata risolta con l’impegno di tutti» commenta mentre traccia il bilancio del 2019. «Permangono però altre zone critiche, come galleria San Carlo e, a volte, anche Prato della Valle nelle ore serali». —



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