Solidità e crescita: le migliori imprese delle Terme e dei Colli si raccontano ad Abano
Mercoledì al Teatro Pietro d’Abano l’iniziativa di Nem per valorizzare l’economia dell’area. Sul palco i protagonisti delle ditte in classifica

Un territorio che continua a crescere, con grandi gruppi industriali capaci di rafforzarsi anche in una fase economica complessa, ma soprattutto con una diffusa rete di imprese solide che conferma la vitalità produttiva dell’area termale e dei Colli Euganei.
Sono alcuni degli elementi che emergono dalla classifica delle cento migliori imprese del distretto Terme-Colli, che sarà al centro dell’evento organizzato dal Mattino di Padova mercoledì 10 giugno al Teatro Pietro d’Abano di Abano Terme, dalle 17 alle 19.30.
L’incontro rientra nel ciclo “Distretti”, ideato dal gruppo Nord Est Multimedia per raccontare le realtà imprenditoriali che nei territori generano occupazione, investimenti e sviluppo, attraverso le testimonianze dirette delle imprenditrici e degli imprenditori.
L’ingresso è gratuito con prenotazione attraverso la piattaforma Eventbrite, fino a esaurimento dei posti. La tappa dedicata al distretto Terme-Colli coinvolge un’area che comprende undici comuni: Abano Terme, Cervarese Santa Croce, Mestrino, Montegrotto Terme, Rovolon, Rubano, Selvazzano, Saccolongo, Teolo, Torreglia e Veggiano. Un sistema economico che conta complessivamente 2.757 aziende e genera un fatturato di 8,2 miliardi di euro, confermandosi uno dei poli più dinamici della provincia di Padova.
La classifica elaborata da ItalyPost prende in considerazione i bilanci 2024, gli ultimi disponibili per tutte le imprese analizzate, e seleziona le aziende sulla base di precisi criteri economico-finanziari: utile positivo, fatturato superiore ai sei milioni, Ebitda oltre una determinata soglia di redditività e rapporto equilibrato tra indebitamento ed Ebitda. Parametri che consentono di individuare non soltanto le imprese più grandi, ma soprattutto quelle che hanno saputo crescere mantenendo solidità patrimoniale e capacità di generare margini.
Nel complesso, le cento imprese selezionate raggiungono nel 2024 un fatturato aggregato di 3,54 miliardi di euro, in crescita del 4,76% rispetto ai 3,38 miliardi del 2023. In aumento anche l’Ebitda complessivo, passato da 508 a 518 milioni, mentre la marginalità resta molto elevata: il rapporto tra Ebitda e ricavi si attesta infatti al 14,64%, contro il 15,02% dell’anno precedente. Il risultato d’esercizio aggregato supera i 255 milioni di euro, mentre il patrimonio netto delle aziende in graduatoria arriva a 2,2 miliardi. Positiva anche la situazione finanziaria, con una posizione finanziaria netta aggregata pari a circa 279 milioni, e un Roe del 18,47%. Complessivamente le aziende della classifica occupano oltre 10 mila addetti.
In cima alla graduatoria si colloca Fidia Farmaceutici, gruppo di Abano Terme specializzato nel settore chimico-farmaceutico, con oltre 503 milioni di ricavi nel 2024 e più di 1.600 dipendenti. Alle sue spalle si posiziona DAB Pumps di Mestrino, uno dei principali player internazionali nelle soluzioni per la movimentazione dell’acqua, che supera i 409 milioni di fatturato. Sul podio anche Commit Group di Veggiano, attiva nel comparto dei prodotti in metallo, con ricavi vicini ai 291 milioni. Fra le aziende di maggiore rilievo figurano inoltre Panalco di Rubano, Albàran di Cervarese Santa Croce e numerose realtà della meccanica, della metalmeccanica e dell’industria manifatturiera, a conferma di un territorio fortemente diversificato e meno dipendente da un unico settore produttivo. Accanto ai grandi gruppi emerge inoltre un fitto tessuto di medie imprese che negli ultimi anni hanno continuato a investire in innovazione, internazionalizzazione e rafforzamento patrimoniale.
Ed è proprio questo uno degli obiettivi del progetto “Distretti”: raccontare da vicino i cambiamenti che stanno attraversando i territori produttivi del Veneto, dando voce non soltanto alle grandi aziende, ma anche alle realtà imprenditoriali che, pur con dimensioni più contenute, rappresentano un elemento fondamentale della competitività locale.
Bcc Adria Colli Euganei e gli investimenti sul territorio
«Il 2026 vede sommarsi crisi e guerre passate a nuovi fronti. Il clima internazionale che stanno affrontando le nostre imprese è in continuo mutamento, ciò le porta ad avere qualche momento di incertezza».
Mauro Giuriolo presiede la Banca Adria Colli Euganei, che ha archiviato il bilancio 2025 con risultati positivi sotto il profilo patrimoniale, reddituale e commerciale. La raccolta complessiva è aumentata di 205 milioni (+8%), come gli impieghi all’economia reale (+8,7%) e sul fronte patrimoniale, il Cet1 Ratio si è attestato al 24,5%.
Gli sportelli della Bcc sono 35, distribuiti tra le province di Rovigo (13 sportelli), Padova (17), Venezia (3) e Ferrara (2). La banca conta 242 collaboratori (126 donne e 116 uomini). I soci sono circa 7.000 in continua crescita.
Quali sfide stanno affrontando le aziende del territorio?
«Anche se parliamo di imprese strutturate con buon patrimonio, l’aumento dell’inflazione, delle materie prime e soprattutto dei costi energetici, possono mettere in difficoltà chiunque. Quello che preoccupa è che l’incertezza può creare un rallentamento degli investimenti».
Cosa la preoccupa di più?
«I costi energetici stanno incidendo in tutti i settori. La speranza è che questa fase si concluda più velocemente possibile. Siamo ancora in tempo per cambiare rotta. Se non dovesse essere così, purtroppo il secondo semestre fletterà in maniera pesante. Inoltre c’è il rischio che la Bce alzi il costo del denaro e questo chiaramente non fa bene alle imprese».
Il 2025 è stato un anno positivo per voi, come sta proseguendo il 2026?
«Lo scorso anno abbiamo registrato 25 milioni di utili, ma soprattutto aumentato il patrimonio, il Cet1 e tutti gli indicatori che dimostrano ancora una volta che la Bcc è sana e viva. Il 2026 sta proseguendo bene anche se sarà un anno più complicato. Punteremo sulla prossimità, dare risposte alle imprese, anche nei momenti difficili».
L’area Terme e Colli Euganei è un territorio di turismo, cosa li attende nel 2026?
«Vedo prospettive positive, abbiamo passato il Covid con difficoltà, adesso le presenze sono aumentate. Per continuare a lavorare vanno fatti miglioramenti continui alle strutture. Dobbiamo aumentare anche le presenze e sfruttare l’effetto traino di Venezia e Padova».
Le Bcc hanno un rapporto diretto sul territorio, come si sposa questo approccio con le richieste di maggiore digitalizzazione dei servizi?
«Manteniamo un rapporto diretto con le persone, è un modello che funziona ancora. Noi andiamo in controtendenza con nuove aperture di sportelli sul territorio: due mesi fa abbiamo aperto una filiale a Mellaredo di Pianiga, dove un altro istituto aveva chiuso. Questa è la nostra politica, ed è apprezzata a tutti i livelli, dai soci ai nuovi clienti, dalle comunità ai territori e anche dalla politica, perché noi facciamo un servizio».
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova









