Minacce e intimidazioni persecutore in manette

STANGHELLA. Hanno atteso che compisse l’ennesimo atto di persecuzione, una pietra scagliata contro la finestra di casa. Quando il sasso ha mandato in frantumi il vetro, i carabinieri sono usciti a sorpresa di casa con un paio di manette. I militari di Boara Pisani hanno messo fine così all’incubo di Alberto Reale e della sua fidanzata, per cinque mesi oggetto delle manie di un tecnico informatico veneziano di origini brasiliane. Lui, Luis Carlos Trevisan, 35 anni di Mira, è stato arrestato con l’accusa di atti persecutori, ingiuria, minaccia e danneggiamento. A raccontare l’incubo nato lo scorso dicembre è lo stesso Reale, tecnico informatico di 38 anni, che tiene a ricambiare il debito verso l’Arma raccontando l’azione risolutiva dei carabinieri di Boara Pisani, la cui stazione è comandata dal maresciallo Roberto Munaro. «Lo scorso dicembre quest’uomo, mio collaboratore professionale, ha improvvisamente sostenuto l’ipotesi di avanzare da me 10 mila euro, somma poi lievitata a 15 mila» spiega Reale «Tutto è nato probabilmente per invidie nei miei confronti ed è sfociato in una serie di atti estremamente pesanti». Minacce al telefono («anche 50 messaggi al giorno, con minacce di morte»), pedinamenti, appostamenti fuori casa e veri e propri “attentati” all’abitazione del padovano: «Bucava le ruote della mia auto e danneggiava le finestre di casa. La mia fidanzata, straniera e da poco in Italia, era terrorizzata. È arrivata persino a tentare il suicidio da quanto questa persecuzione le era entrata in testa e tuttora è in ospedale vittima di un forte stress psicologico». In un'occasione, nello studio di un notaio ad Albignasego, il brasiliano avrebbe messo le mani addosso a Reale. Nella cassetta di posta di casa, inoltre, la vittima dello stalker si è trovato pure un proiettile calibro 308 Winchester. «L'intervento dei carabinieri è stato risolutivo» continua Reale «Ho denunciato tutto perché la situazione era divenuta insostenibile e io stesso stavo avendo una ricaduta a livello psicologico. La professionalità e la sensibilità dei carabinieri sono state encomiabili». L'altro ieri Trevisan ha preannunciato il suo arrivo a Stanghella, confermando di volersi rendere protagonista di nuove violenze. È qui che i militari sono intervenuti, agendo d'anticipo e nascondendosi all'interno dell'abitazione della vittima. Lo stalker, alle 17, come promesso si è parato davanti a casa invitando Reale ad uscire per consegnare il denaro. Ricevuto il diniego, il veneziano ha raccolto una pietra e l'ha scagliata verso la finestra dell'abitazione, dirigendosi poi verso l'ingresso con propositi violenti. È finito in manette.
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