Minacce e intimidazioni persecutore in manette

Bersagliato dal collega che gli rovina anche l’auto e prende a sassate le sue finestre «Si è inventato di avanzare dei soldi, mi ha persino messo un proiettile nella posta»
Di Nicola Cesaro

STANGHELLA. Hanno atteso che compisse l’ennesimo atto di persecuzione, una pietra scagliata contro la finestra di casa. Quando il sasso ha mandato in frantumi il vetro, i carabinieri sono usciti a sorpresa di casa con un paio di manette. I militari di Boara Pisani hanno messo fine così all’incubo di Alberto Reale e della sua fidanzata, per cinque mesi oggetto delle manie di un tecnico informatico veneziano di origini brasiliane. Lui, Luis Carlos Trevisan, 35 anni di Mira, è stato arrestato con l’accusa di atti persecutori, ingiuria, minaccia e danneggiamento. A raccontare l’incubo nato lo scorso dicembre è lo stesso Reale, tecnico informatico di 38 anni, che tiene a ricambiare il debito verso l’Arma raccontando l’azione risolutiva dei carabinieri di Boara Pisani, la cui stazione è comandata dal maresciallo Roberto Munaro. «Lo scorso dicembre quest’uomo, mio collaboratore professionale, ha improvvisamente sostenuto l’ipotesi di avanzare da me 10 mila euro, somma poi lievitata a 15 mila» spiega Reale «Tutto è nato probabilmente per invidie nei miei confronti ed è sfociato in una serie di atti estremamente pesanti». Minacce al telefono («anche 50 messaggi al giorno, con minacce di morte»), pedinamenti, appostamenti fuori casa e veri e propri “attentati” all’abitazione del padovano: «Bucava le ruote della mia auto e danneggiava le finestre di casa. La mia fidanzata, straniera e da poco in Italia, era terrorizzata. È arrivata persino a tentare il suicidio da quanto questa persecuzione le era entrata in testa e tuttora è in ospedale vittima di un forte stress psicologico». In un'occasione, nello studio di un notaio ad Albignasego, il brasiliano avrebbe messo le mani addosso a Reale. Nella cassetta di posta di casa, inoltre, la vittima dello stalker si è trovato pure un proiettile calibro 308 Winchester. «L'intervento dei carabinieri è stato risolutivo» continua Reale «Ho denunciato tutto perché la situazione era divenuta insostenibile e io stesso stavo avendo una ricaduta a livello psicologico. La professionalità e la sensibilità dei carabinieri sono state encomiabili». L'altro ieri Trevisan ha preannunciato il suo arrivo a Stanghella, confermando di volersi rendere protagonista di nuove violenze. È qui che i militari sono intervenuti, agendo d'anticipo e nascondendosi all'interno dell'abitazione della vittima. Lo stalker, alle 17, come promesso si è parato davanti a casa invitando Reale ad uscire per consegnare il denaro. Ricevuto il diniego, il veneziano ha raccolto una pietra e l'ha scagliata verso la finestra dell'abitazione, dirigendosi poi verso l'ingresso con propositi violenti. È finito in manette.

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