Monterosso in lutto per Arduino Babolin, lo storico campanaro

Già ristoratore, è stato anche pilastro della Sagra dei Bigoli. Aveva 95 anni, fu premiato dal papa

Federico Franchin
Arduino Babolin, 95 anni
Arduino Babolin, 95 anni

Monterosso perde uno dei suoi punti di riferimento. È morto nella notte Arduino Babolin, 95 anni, prima ristoratore e poi sacrestano della chiesa di San Bartolomeo. Con lui se ne va un uomo che ha accompagnato la vita della frazione, proseguendo una tradizione di famiglia lunga trecento anni al servizio della parrocchia.

Per tutti era “il campanaro”.

Un compito imparato quando per chiamare i fedeli a messa bisognava ancora tirare le corde, ereditato dal padre Giuseppe e dallo zio Serafino.

I Babolin si occupavano anche dei terreni della parrocchia, lavorati per contribuire al suo sostentamento. Arduino aveva continuato a prendersi cura della chiesa e della sacrestia, diventando una presenza familiare per generazioni di residenti.

Un ruolo mantenuto anche durante la vicenda di don Sante Sguotti, quando la comunità si trovò ad affrontare una delle pagine più delicate della propria storia. «Lo ricordiamo come una guida naturale della parrocchia, capace di esserci anche nei momenti di burrasca», dice l’ex parroco, don Danilo Zanella. Il suo nome era legato anche alla tavola.

Aveva lavorato negli alberghi di Abano e successivamente gestito un ristorante a Villa di Teolo.

A Monterosso era soprattutto il custode della ricetta del ragù della Sagra dei Bigoli, appuntamento al quale aveva contribuito con l’esperienza in cucina.

L’8 dicembre 2012 aveva ricevuto la Croce pro Ecclesia et Pontifice, concessa da Benedetto XVI su proposta del vescovo Antonio Mattiazzo. Nella chiesa gremita, accanto alla moglie Miranda Mazzucato, gli era stata consegnata anche una pergamena pontificia. Il Comune lo aveva omaggiato con un diploma d’onore.

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