’Ndrangheta, sequestrate quote società di Limena

LIMENA. Un'operazione dei finanzieri e dei carabinieri dei rispettivi comandi provinciali di Vibo Valentia è in corso in Calabria, Lazio, Lombardia, Sicilia, Veneto ed Emilia Romagna per il sequestro di beni per un valore stimato di 45 milioni di euro ritenuti riconducibili a presunti affiliati alla cosca Tripodi di Vibo, indicata come l'ala economico-imprenditoriale del clan Mancuso di Limbadi. Tra i beni sequestrati figurano due bar situati in pieno centro a Roma, un altro in provincia di Milano, immobili di pregio situati a Roma e Milano oltre a 25 aziende, 42 tra terreni e fabbricati e 16 autoveicoli. Il provvedimento eseguito stamani sotto il coordinamento della Dda di Catanzaro tra le province di Vibo Valentia, Roma, Milano, Bologna, Monza, Padova e Messina, emesso dal Tribunale di Vibo Valentia, costituisce la prosecuzione dell'operazione «Libra Money» portata a termine nel maggio 2013. In quella occasione erano state arrestate 20 persone e sequestrati beni per 40 milioni.
In particolare, in provincia di Padova, sono state sequestrate quote societarie e il compendio aziendale della «S.C. Costruzioni di Sicari Cristian» con sede a Limena.
Contestualmente al sequestro di beni per un valore di 45 milioni di euro, il procuratore di Catanzaro Vincenzo Antonio Lombardo ed i pm della Dda Pierpaolo Bruni e Simona Rossi hanno avanzato al Tribunale di Vibo Valentia richieste di misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza nei confronti di dieci persone. Il provvedimento interessa il presunto boss dell'omonimo clan Nicola Tripodi, 66 anni; Sante Tripodi (41), e Antonio Tripodi (50), fratelli del primo; Salvatore Vita (39), di Vibo Marina; Francesco Comerci (39), di Nicotera, residente a Roma; Massimo Murano (41), di Busto Arsizio (Varese); Orlando Tripodi (28) e Marika Tripodi (29), figli di Nicola Tripodi; Simon Schito (32), di Milano; Francesco La Tesse (29), di Vibo Marina.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








