Negozi sotto il Salone aperti mercoledì 25 aprile

Negozi aperti nei giorni festivi: la linea del «no» sta lentamente franando con delle novità che si annunciano clamorose perché rompono dei veri tabù. Mercoledì 25 aprile, festa della Liberazione, ad esempio, serrande alzate anche per alcune botteghe del Salone. Non resteranno aperti tutti i 50 negozi ma per la prima volta il presidente del Consorzio, Lucio Zulian, dopo aver consultato il Comune ha dato già la possibilità di tenere aperti i cancelli d’ingresso sino alle 14. Si prevede che aprirà circa un terzo dei commercianti.
Cancelli chiusi, invece, per martedì Primo Maggio e aperti tutto il giorno la festa della Repubblica del 2 giugno, che cade di sabato. Insomma anche i negozianti del Salone, sotto la spinta di un gruppetto di promotori, tra cui Vladimiro Ianne titolare di un’enoteca, per rispondere all’attacco della grande distribuzione si adeguano al Decreto Monti sulle liberalizzazioni.
«Qualcosa dobbiamo pur fare per contrastare il drastico calo delle vendite che stiamo subendo da anni», sottolinea Ruggero Sciarratta, titolare della salumeria Nova, la bottega aperta nel 1946 da Lelio Moretto, conosciuta per la qualità eccelsa alla pari di Vignato.
«La crisi ha colpito anche noi del Salone che da sempre è il centro commerciale naturale più bello ed accogliente del Veneto. L’ultima mazzata ce l’ha data la decisione dei colossi alimentari di tenere aperto ogni domenica. Gli effetti sulle nostre vendite sono state immediate. Sia al sabato che al lunedì sotto al Salone non c’è più la folla di una volta perché tanti consumatori hanno preso l’abitudine di fare la spesa la domenica quando non lavorano. A questo punto, con grande rimpianto, ho già fatto la mia scelta: metto in vendita la mia bottega e mi dedico di più alla mia famiglia».
Sotto Palazzo della Ragione i negozianti fanno i conti con la crisi, ma s’impegnano a fare di tutto per continuare una tradizione che dura da secoli. «Dobbiamo puntare di più sulla qualità», osserva Eugenio Margola, della bottega Le Golosità, «per le mie specialità arriva gente anche da fuori città. D’altronde vendiamo di meno rispetto al passato perché, negli ultimi dieci anni, il Comune ha fatto ben poco per venire incontro alle nostre esigenze. Non è stata messa in campo nessuna politica di promozione e, sul piano della viabilità, si è fatto di tutto per impedire l’accesso al centro storico di chi abita in periferia: i divieti a tamburo battente hanno creato l’effetto deserto, di cui ne stiamo ancora pagando le conseguenze. Certo, il tram è un mezzo di trasporto rapido e sicuro che consente a chiunque di raggiungere le piazze».
Posizioni analoghe vengono espresse da Nicola Collesei, Francesco Canton e dal presidente del Consorzio Lucio Zulian.
«L’unico modo per combattere la grande distribuzione è puntare tutto sulla qualità dei prodotti e sulla nostra professionalità. Naturalmente anche noi risentiamo della crisi generale dei consumi perché i soldi in circolazione sono inferiori al passato ma, tutto sommato, di questi tempi, non ci possiamo lamentare perché sono ancora tanti i nostri clienti abituali. Sotto il Salone la qualità è garantita».
Felice Paduano
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








