Nuova Pediatria, il progetto non si tocca «È un primo step, avanti come da piano»

«Il treno della Nuova pediatria è partito e non si ferma, in ballo ci sono 50 milioni di euro e il progetto va avanti come da programma»: è perentoria la posizione del governatore veneto Luca Zaia sul progetto della torre di otto piani che ospiterà il Dipartimento pediatrico. Esclude una revisione del progetto, nel senso di un ampliamento della volumetria, ma rilancia sull’idea dell’Ospedale della mamma e del bambino. La torre, quindi, sarà solo una componente di un progetto più ampio.
L’ipotesi di un ampliamento della torre, con un aggiunta di volumi “in orizzontale” sarebbe già stata discussa. E scartata. La necessità a cui l’ampliamento dovrebbe rispondere è quella di assicurare alla nuova pediatria - al di là delle degenze e della sale operatorie - anche tutti quegli spazi “ricreativi” che in un ospedale pediatrico non possono mancare. E che nel progetto dell’Azienda padovana, tuttavia, non sono contemplati. È stato lo stesso Forum delle associazioni Amiche della pediatria a farsi sentire su questo: un bimbo che affronta lunghi ricoveri non può non avere una scuola, una sala ricreativa per giocare o guardare un film, una sala per allestire piccoli spettacoli, insomma una serie di ambienti che rendano la vita ospedaliera il più possibile vicina a una vita normale. Il rischio, la denuncia, è che la nuova pediatria senza questi elementi nasca già monca.
«Si va avanti come da programma» insiste il governatore, «intanto realizziamo questo primo contenitore, la torre, che già rappresenta una importante boccata di ossigeno. Qui si tratta di realizzare l’Ospedale della mamma e del bambino. Questa è la parte del bambino, poi tocca al resto». Zaia non lo dice, ma sul piatto ci sarebbe già - dopo la realizzazione della torre e nell’ottica della riorganizzazione delle strutture di via Giustiniani in vista del Nuovo ospedale a Padova Est - il progetto di rifacimento della Clinica ostetrica, ora ospitata in un edificio vecchio e difficilmente restaurabile. Anzi, sul punto proprio il direttore generale Luciano Flor, non molti giorni fa, ha categoricamente escluso l’ipotesi del restauro in favore di una nuova costruzione.
In definitiva, agli ambienti che non potranno trovare collocazione nella nuova torre pediatrica saranno dedicati altri spazi. A partire dall’attuale sede di Pediatria, l’edificio “Calabi”, che sarà comunque ristrutturato e dedicato al Dipartimento. E più in là - ma qualsiasi supposizione sui tempi sarebbe campata in aria - c’è la nuova Clinica ostetrica. Almeno tre edifici uniti fra loro, quindi, a comporre quell’Ospedale della mamma e del bambino che solo potrà dare risposta a tutte le esigenze.
Il prossimo step del cronoprogramma della nuova Pediatria prevede la redazione del progetto per l’abbattimento della Pneumologia e la sua attuazione. L’incarico è già stato affidato. —
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