Nuovo ospedale nell’area ex seminario

Il comitato contro la demolizione rilancia l’idea già accarezzata dal sindaco: «Ci sarebbe tutto lo spazio necessario»
Di Gianni Biasetto

SELVAZZANO. Il nuovo ospedale di Padova nell’area dell’ex seminario vescovile di Tencarola? «Dal punto di vista delle dimensioni e delle infrastrutture è un luogo adatto. L’immobile è di proprietà privata ma si può convenzionare. Se la Regione dovesse coinvolgerci non ci tireremmo indietro», aveva detto un paio di mesi fa il sindaco di Selvazzano Enoch Soranzo. L’ipotesi lanciata dal primo cittadino, nel frattempo eletto presidente della Provincia, che per certi versi ha ripreso quanto sostiene il comitato “Salviamo dalla demolizione il seminario di Padova” che difende dall’abbattimento il complesso progettato da Oscar Marchi, finora però non ha avuto seguito. Il sindaco di Selvazzano ha indicato come possibile sito l’area lambita dalla bretella Boston, interessata dal progetto “smart city” fermo dal 2012.

«Quella di Soranzo è un’ipotesi che meriterebbe una seria e approfondita valutazione» afferma il coordinatore del Comitato, Giuliano Bastianello «L’area in questione è di poco meno di 400.000 metri, è libera per due terzi e il resto è occupata dal complesso abbandonato dalla Curia da circa 10 anni. Anziché l’ennesimo centro commerciale da 35.000 metri quadrati, la parte non edificata potrebbe accogliere la piastra destinata alla chirurgia e servizi connessi e, con un serio ma fattibile intervento di recupero della struttura in cemento armato, l’ex seminario si può destinare ai reparti clinici e alle attività collegate alla facoltà di Medicina». Bastianello per avvalorare la fattibilità della proposta evidenzia anche la vicinanza alla tangenziale e la modesta distanza da Padova e da Abano, per quanto riguarda l’aspetto riabilitativo post terapeutico. In merito ai costi dice: «Confrontata con l’ipotesi tramontata dell’area di Montà, dove si parlava di 30 milioni di euro ai quali si sarebbero dovuti aggiungere 100 milioni per le bonifiche e le opere strutturali, il sito di Tencarola presenta indubbi risparmi. Inoltre il nuovo ospedale andrebbe a sanare una situazione che, nella prevedibile ipotesi che l’operazione “smart city” rimanga lettera morta, diventa sempre più gravosa per la proprietà, che si trova a sostenere imposte e tasse varie, oltre alla messa in sicurezza del complesso che continua a creare problemi di ordine pubblico. Altro vantaggio rilevante della localizzazione dell’ospedale a Tencarola è quello di scongiurare il rischio molto serio di vedere invenduti 700 appartamenti previsti nella smart city, nell’ipotesi in cui l’operazione immobiliare partisse senza solidissime coperture finanziarie».

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