Nuovo veleno nel fiume Fratta, scattano le analisi su acqua e sui cittadini

Serie di incontri e dibattiti in questi giorni sulle sostanze perfluoroalchiliche che sarebbero state sversate nel fiume. A Lonigo alcuni residenti saranno addirittura sottoposti all’esame del sangue

MONTAGNANA. Corsi d’acqua inquinati e rischio per la potabilità della risorsa idrica: resta alto il dibattito nella Bassa Padovana, territorio interessato anche dall’inquinamento del Fratta-Gorzone a causa della presenza di sostanze perfluoroalchiliche, i famigerati Pfas, che normalmente vengono prodotti per rendere impermeabili stoviglie, carta e stoffe.

Nella vicina Lonigo, nel Vicentino, stanno per cominciare gli esami a campione previsti dal programma di biomonitoraggio voluto dalla Regione Veneto e dall’Istituto superiore di Sanità proprio per valutare l’incidenza dei Pfas sulla salute dei cittadini del Basso Veneto. Nello specifico sarà effettuato un prelievo di sangue a 80 cittadini delle Usl 5 e 6, precisamente nei Comuni di Brendola, Lonigo e Sarego, a pochi chilometri dai confini padovani, dove sono concentrati aziende e allevamenti agricoli che utilizzano pozzi con valori di Pfas superiori a quelli indicati dall’Istituto superiore di Sanità. Una seconda fase coinvolgerà successivamente altre 160 persone dell’Usl 5.

Il programma di biomonitoraggio vede coinvolta anche l’Usl 17, visto che il Fratta-Gorzone serve pure attività e residenti di Montagnana, territorio interessato dal collettore consortile che trasferisce i reflui depurati di cinque depuratori (Trissino, Arzignano, Montecchio, Montebello e Lonigo) nel Fratta-Gorzone, all’altezza di Cologna. Per questo territorio, tuttavia, non sono previsti gli esami a campione del sangue dei residenti. L’Usl 17 si limita a prendere in esame le attività di alcune aziende agricole montagnanesi, analizzando fanghi, foraggi e animali.

L'acqua venduta su ebay. Il tema dei Pfas, considerati i responsabili di alcune patologie tumorali, ha scatenato in questi giorni anche una provocazione: Davde Boggian, commerciante di Casale di Scodosia, ha messo in vendita su ebay.it delle bottiglie di “Acqua di Cologna” (intesa come località Cologna Veneta), «acqua di fiume dal profumo intenso e pungente, ricca di sostanze perfluoroalchiliche con strabilianti proprietà» si legge nella descrizione dell’oggetto in vendita: «Queste sostanze sono molto utili ad esempio per influire sullo stato di salute di persone o animali. Acqua prelevata direttamente dal Fratta-Gorzone».

Il provocatorio prodotto è venduto a 3 euro al pezzo: «È un modo per tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica su un tema particolarmente delicato e che interessa davvero l’intera collettività», è la posizione di Boggian. Che, in caso di richieste, è pronto a prelevare e a vendere veramente l’acqua ai Pfas.

L'acqua "di Cologna" venduta su ebay
L'acqua "di Cologna" venduta su ebay

Gli incontri di approfondimento. Questa sera il Comune di Montagnana promuove l’incontro ospitato in sala Veneziana di Castel San Zeno, dal titolo “Ambiente e salute: presenza Pfas nelle acque potabili e nei pozzi domestici”. Sono previsti gli interventi del sindaco Loredana Borghesan, del direttore tecnico di Arpav Paolo Rocca e di Antonio Ferro, direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Usl 17. Domani, invece, tocca all’iniziativa della minoranza consigliare (che tuttavia reclama di aver organizzato il dibattito ben prima degli uffici municipali): alle 20.30 nella stessa sala il tema della serata è “L’acqua dell’acquedotto: si può bere?”, con gli interventi del responsabile del Servizio di Igiene dell’Usl 17, Pierpaolo Pavan, e della direttrice del Cvs, Monica Manto. Sempre domani, non troppo lontano dai confini provinciali, si tiene a Cologna Veneta (Verona), alle 20,30, un altro approfondimento sul tema, dal titolo “Inquinamento delle falde acquifere da Pfas: a che punto siamo?”. Nell’occasione Legambiente e Isde, l’associazione dei medici per l’ambiente, presenteranno uno studio epidemiologico sulla popolazione esposta all’inquinamento.

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