Nutrie, Tutela Rurale diffida la Regione: «Accelerare gli abbattimenti o scenderemo in piazza»

L’associazione contesta le richieste delle sigle animaliste che chiedono lo stop ai piani di contenimento e denuncia danni all’agricoltura, rischi per gli argini e problemi di sicurezza sul territorio

La battaglia sulla gestione della nutria in Veneto si inasprisce. L’associazione Tutela Rurale ha inviato una formale diffida ai vertici della Regione Veneto chiedendo di respingere qualsiasi ipotesi di sospensione o rallentamento delle attività di controllo ed eradicazione della specie.

La presa di posizione arriva dopo le richieste avanzate da alcune associazioni animaliste e ambientaliste per una revisione dei piani di contenimento. Una proposta che Tutela Rurale definisce «priva di fondamento scientifico, agronomico e di sicurezza pubblica».

A firmare il documento è il segretario regionale per il Veneto dell’associazione, Matteo Perra, che ha indirizzato la lettera al presidente della giunta regionale Alberto Stefani, al presidente del Consiglio regionale Luca Zaia, all’assessore all’Agricoltura Dario Bond e ai consiglieri regionali.

Secondo Tutela Rurale, la nutria, classificata come specie aliena invasiva secondo il Regolamento europeo 1143/2014, rappresenterebbe una minaccia crescente per il comparto agricolo e per la sicurezza idraulica del territorio.

Nel documento vengono evidenziati i danni alle coltivazioni, con particolare riferimento a mais, barbabietole da zucchero, cereali, erba medica e colture orticole. L’associazione sostiene che la proliferazione incontrollata del roditore provochi ogni anno perdite economiche per milioni di euro a carico delle aziende agricole venete.

Ma il problema, secondo Tutela Rurale, non riguarderebbe soltanto l’agricoltura. Un capitolo centrale della diffida riguarda infatti la sicurezza degli argini e delle opere idrauliche. Le tane scavate dalle nutrie lungo canali, fiumi e corsi d’acqua, viene spiegato, possono raggiungere diversi metri di profondità e compromettere la stabilità delle sponde, aumentando il rischio di cedimenti e allagamenti durante gli eventi meteorologici più intensi.

L’associazione richiama anche i rischi per gli operatori agricoli, segnalando episodi in cui mezzi e trattori sarebbero sprofondati nelle cavità create dagli animali, con possibili conseguenze per l’incolumità dei lavoratori.

Nella diffida viene affrontato anche l’aspetto sanitario, con il richiamo alla possibilità che la nutria possa essere veicolo di patologie trasmissibili agli animali e all’uomo, tra cui leptospirosi e salmonellosi.

Tutela Rurale chiede quindi alla Regione di accelerare il piano regionale di eradicazione e di rafforzare gli strumenti a disposizione di Consorzi di bonifica, Polizia provinciale, operatori autorizzati e cacciatori abilitati.

Nel finale del documento arriva anche un avvertimento politico: qualora la Regione dovesse accogliere le richieste delle associazioni contrarie agli abbattimenti e ridurre le attività di contenimento, l’associazione annuncia una mobilitazione con presidi ad oltranza davanti alle sedi istituzionali di Venezia, Palazzo Balbi e Palazzo Ferro Fini.

«Difendere il territorio, il lavoro agricolo e la sicurezza della popolazione veneta» è l’obiettivo dichiarato dall’associazione, che ora attende una risposta dalla Regione.

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