Il Comune di Padova riconosce i dipendenti trans: «Al centro il benessere di chi lavora»

Arriva la “carriera alias”, che consente alle persone che non si riconoscono nell’identità di genere anagrafica di utilizzare il nome di elezione sul posto di lavoro. Il regolamento comunale è stato riconosciuto come buona pratica dal Comitato unico di garanzia della Regione Veneto

Il Comune di Padova propone agli enti partecipati l’adozione di strumenti analoghi al proprio Regolamento per l’attivazione e la gestione dell’Identità Alias, con l’obiettivo di promuovere ambienti di lavoro inclusivi e tutelare i diritti e il benessere delle persone dipendenti.

La carriera alias consente ai lavoratori che non si riconoscono nell’identità di genere anagrafica di utilizzare il nome di elezione all’interno dell’organizzazione, nei contesti e negli strumenti in cui è possibile, attraverso procedure che tutelano la riservatezza e rispettano la normativa sulla protezione dei dati personali.

Il regolamento del Comune ha ricevuto un riconoscimento come buona pratica in materia di inclusione e pari opportunità dal Comitato unico di garanzia della Regione Veneto, che lo ha invitato a presentarlo al convegno «Il valore della differenza: sfide e prospettive future», lo scorso 21 maggio.

Nei giorni scorsi l’assessora alle Risorse umane, Margherita Cera, ha inviato una lettera a presidenti, amministratori unici, direttori e responsabili degli enti partecipati, invitandoli a esaminare il regolamento e a valutare l’introduzione di misure analoghe, adattate alle caratteristiche di ciascuna organizzazione. Agli enti è stata condivisa anche la Carta dei Valori del Comune, elaborata attraverso un percorso partecipativo con amministratori, dirigenti e personale.

«I diritti delle persone devono essere messi al centro anche nei luoghi di lavoro. La Pubblica amministrazione su questo deve essere un esempio», afferma Cera, auspicando la diffusione di pratiche fondate sul rispetto delle differenze e sulla prevenzione delle discriminazioni.

La consigliera comunale Etta Andreella, promotrice del regolamento, sottolinea l’importanza di riconoscere le persone nel loro percorso di affermazione di genere anche nei luoghi di lavoro, studio e aggregazione, per favorire inclusione e pari opportunità.

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