A Chiesanuova sequestrati otto chili di stupefacenti

I militari della Finanza hanno agito in borghese. E’ stata sequestrata in gran parte eroina, ma sono stati trovati anche 550 grammi di cocaina. Arrestati tre uomini

Cristina Genesin
I militari della Guardia di Finanza si sono appostati in via Dini
I militari della Guardia di Finanza si sono appostati in via Dini

 Il sole alto nel cielo di Chiesanuova illuminava senza pietà le facciate dei palazzi di via Dini, compreso un condominio apparentemente anonimo.

Gli investigatori del Nucleo di polizia economico e finanziaria della Guardia di Finanza lo osservavano da ore, muovendosi con discrezione tra la gente che percorreva la strada ignara del lavoro meticoloso in corso. Quella che doveva essere una mattinata come tante, lunedì 10, si è trasformata in un’operazione prolungata per quasi tutta la giornata.

E un paziente appostamento si è concluso con un blitz che ha portato al sequestro di sette chili e cinquecento grammi di eroina e cinquecento cinquanta grammi di cocaina. Fin dall’alba i militari avevano iniziato ad agire in borghese con auto civetta per monitorare i movimenti sospetti nell’edificio, notando un viavai continuo e rapido di persone che entravano e uscivano, tipico dei luoghi adibiti allo spaccio. Nei giorni precedenti, alcuni acquirenti fermati all’uscita dal condominio, messi alle strette avevano confermato i traffici illeciti, spingendo le Fiamme Gialle a intensificare la sorveglianza. Due giorni fa l’azione si è mossa a colpo sicuro quando un uomo di origine nigeriana è stato bloccato mentre si allontanava dall’ingresso con uno zaino contenente due etti e mezzo di eroina. È stato informato il pubblico ministero di turno, Andrea Girlando. Ed è scattato l’intervento con l’ausilio delle unità cinofile giunte con due furgoncini e notate dai residenti. All’interno dell’appartamento i militari hanno bloccato una donna pure di nazionalità nigeriana – titolare del contratto di locazione - e un connazionale Nella camera da letto della signora sono stati rinvenuti sette chili di eroina e due etti e mezzo di cocaina, mentre l’intervento dei cani antidroga ha permesso di scovare altri tre etti di eroina e mezzo chilo di cocaina nascosti negli indumenti e nelle borse a disposizione dell’altro occupante. Le tre persone sono finite in manette e trasferite nelle case circondariali di Montorio a Verona e al Due Palazzi di Padova. Visto l’ingente quantitativo di stupefacenti recuperato, non si procederà con il rito direttissimo ma si attende la convalida dell’arresto davanti al gip tra domani e venerdì, oltre alle analisi di laboratorio per accertare il principio attivo della merce.

Crocevia della droga

L’eroina non è una droga fuori moda. Anzi, prolifera anche tra i giovanissimi padovani con disinvoltura perché non si inietta quasi più, viene fumata e costa poco in quanto tagliata con elementi estremamente tossici, diventando così accessibile a chiunque. E poco importa se provoca un danno duplice per la salute individuale e per la sicurezza della collettività. A confermare la centralità e la pericolosità di questa dinamica si aggiunge il recentissimo arresto di un uomo di quarantasei anni, nigeriano, bloccato da una pattuglia in borghese della polizia in via Perosi, dopo essere uscito da uno stabile segnalato dai residenti per la presenza di spacciatori stranieri: era in possesso di diciannove dosi di eroina e quindici di cocaina. Due episodi, a distanza di pochi giorni, che dimostrano come i gruppi criminali di origine nigeriana rappresentino una realtà strutturata in grado di controllare importanti fette dello spaccio cittadino. L’azione costante delle forze dell’ordine su più fronti mira a smantellare una rete ramificata che non si limita alle piazze tradizionali, ma sfrutta appartamenti insospettabili e nuove modalità di occultamento per eludere i controlli. Non solo. Padova si conferma ancora una volta nodo nevralgico nello smistamento delle droghe nel Nord Italia, come emerso pure dal sequestro dell’altro ieri di due chilogrammi di ketamina nascosti in confezioni di cereali provenienti dalla Germania e ordinati da due giovani (stavolta) padovani. Ketamina che era in grado di produrre oltre 4300 dosi. Del resto la posizione geografica strategica e l’elevata richiesta interna rendono il territorio padovano particolarmente vulnerabile durante l’estate in quanto attraversato dai canali di transito verso la costiera adriatica.

 

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova