A Padova in 300 al flash mob della comunità albanese contro il resort del genero di Trump
Arriva all’Arcella la protesta contro il colossale progetto di Jared Kushner sull’isola di Sazan. «Il rischio è che questo scempio diventi un precedente»

Un ponte di protesta e solidarietà unisce Padova a Tirana. Piazzale Azzurri d'Italia, nel cuore del quartiere Arcella, si è trasformato nel palcoscenico di un partecipato flash mob. A scendere in piazza sono state circa 300 persone della comunità albanese padovana, decisa a informare i cittadini su quanto sta accadendo dall'altra parte dell'Adriatico.
Al centro della contestazione c'è il colossale piano da 1,4 miliardi di euro firmato da Affinity Partners, la società d'investimento di Jared Kushner, genero di Donald Trump.
Il mega-progetto immobiliare di altissimo lusso prevede la trasformazione dell'isola disabitata di Sazan e della vicina laguna di Zvernec-Narta in un paradiso per ricchi, dotato di hotel, ville, appartamenti e un grande porto turistico.
Un'operazione blindata che sta sollevando una bufera in patria, dove i manifestanti chiedono a gran voce le dimissioni del premier Edi Rama. Quest'ultimo difende il piano parlando del più grande investimento della storia albanese, ma per gli ambientalisti l'impatto sul territorio rischia di essere irreversibile. Sotto tiro c'è la cementificazione di aree protette: l'oasi di Vjosa-Narta ospita ogni anno ben 7mila fenicotteri, oltre a pellicani, foche e tartarughe marine.
La mobilitazione di Padova non è isolata: manifestazioni analoghe stanno nascendo in Grecia e in tutta Europa. «Il rischio» spiegano i promotori del flash mob all'Arcella «è che questo scempio diventi un precedente per altre aree tutelate». La comunità chiede trasparenza sui capitali e lancia un appello alla città per fermare il cemento di Trump.
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