La denuncia della Cgil: «Esternalizzata la consegna e il montaggio dei mobili Ikea, licenziati dieci lavoratori»
Manifestazione a Padova: «Stop alla logica di appalti e subappalti che continua a generare
disoccupazione»

Una valanga di bandiere rosse, davanti all’ingresso dell’Ikea, a San Lazzaro, dove la Cgil generale, guidata dal segretario Gian Luca Badoer e i sindacati di categoria Filt e Filcams, hanno tenuto dalle 10 alle 12, una manifestazione contro la nuova scelta dei dirigenti del colosso svedese di affidare il trasporto e il montaggio dei mobili in casa a due nuove società, Energo Logistic e Cappio Trasporti.
Un nuovo sistema di trasporto dei mobili, che solo nel Padovano ha causato dieci licenziamenti.
Tra i manifestanti, oltre a Badoer, c’erano anche Andrea Rizzo, Daniel Perta, Katya Basso, Marquidas Moccia, Giorgia Marchioro, Francesco Gagliardi e alcuni dei lavoratori licenziati. «Una protesta giusta e legittima», ha detto il segretario generale Badoer, «stop alla nuova logica degli appalti e dei subappalti che genera disoccupazione e precarietà e che penalizza i lavoratori per quanto riguarda la sicurezza, la salute e la garanzia del posto di lavoro».
La ricostruzione della vertenza è stata effettuata da Daniel Perta, «l’Ikea a Padova è arrivata nel 2005, quando il trasporto dei mobili e delle cucine non generava ancora precarietà e disoccupazione.
Nel 2015 abbiamo firmato con i dirigenti, anche a livello territoriale, un accordo in base al quale il colosso scandinavo si impegnava a rispettare le regole fondamentali del settore. All’inizio andava tutto bene. In seguito, anche a causa del calo registrato nelle vendite, sino a meno trenta per cento, l’azienda ha cominciato a non chiamare più a lavorare gli stessi autotrasportatori, ma a rivolgersi a società di cui non conoscevamo neanche il valore professionale. Nel frattempo è cresciuto il numero dei lavoratori lasciati a casa».
Uno dei licenziati è rumeno: «Ho perso il lavoro come trasportatore dei mobili Ikea già un anno fa», ha spiegato Theodor Scorta, «ho una moglie e due figli da mantenere e on è facile lavorare solo in determinati periodi. Tutto questo a causa del comportamento dei dirigenti dell’Ikea, che hanno letteralmente stravolto il sistema di affidamento del trasporto e della consegna. Così noi siamo a casa, mentre sono arrivati nuovi autotrasportatori che non hanno certo la nostra professionalità».
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