Padova, Lega a congresso: Aggio segretario e patto sul direttivo
Scaduti i termini per le candidature, domenica 27 settembre il voto. Il leader in pectore: «Abbiamo scelto la strada unitaria. Sarà una squadra che rappresenta le varie anime»

La parola d’ordine è tregua. Dopo mesi di guerre interne, la Lega padovana prova a ricompattarsi in vista delle sfide del 2027. E lo fa partendo dal congresso provinciale, che sarà celebrato domenica mattina al Crowne Plaza di via Po. Dalle 8.30 il Carroccio padovano dovrà scegliere il nuovo segretario.
E il nome sul quale le diverse anime del partito hanno trovato una sintesi è quello di Alessandro Aggio. Membro dell’attuale direttivo, ha alle spalle una lunga militanza e un passato da consigliere comunale a Padova ai tempi di Massimo Bitonci sindaco.
La sua carriera amministrativa, poi, si è poi spostata fuori provincia: oggi è sindaco di Cona, nel Veneziano.
Il patto
Secondo i rumors, dietro la candidatura ci sarebbe proprio Bitonci. Ma il nome di Aggio ha incassato anche il via libera del bulldog Roberto Marcato. A fare da pontiere sarebbe stato il governatore Alberto Stefani, impegnato a ricucire le diverse anime del partito. Il punto dell’accordo è chiaro: la nuova squadra dovrà essere equilibrata e rappresentare tutte le componenti della Lega.
Il contrario del direttivo uscente, dove si è da poco consumato lo scontro sulla presidenza della Provincia. Stefani, dunque, prova a chiudere quella stagione. L’obiettivo è dare alla Lega padovana l’immagine di un partito compatto.
Il direttivo
Le candidature arrivate per il nuovo direttivo sono 16, mentre i posti disponibili sono 12. L’area riconducibile a Marcato esprime Marcello Bano, Sonia Dittadi, Alessandro Frizzarin, Sandro Bardozzo e il veterano Paolo Tonin. Due gli uomini vicini a Stefani: Luca Bianchi e Mattia Montemezzo.
Tre i candidati riconducibili all’area di Bitonci: il segretario uscente Nicola Pettenuzzo, Marco Polato e Luca Pierobon. Ci sono poi Emanuele Bagarollo, vicino al sottosegretario Andrea Ostellari, Tiberio Businaro, vicino alla deputata Arianna Lazzarini e Paola Ghidoni, vicina a Eleonora Mosco. Completano la rosa Gregory Bottin e Bruno Mori.
In corsa anche Giulio Centenaro, che sarebbe comunque membro di diritto in quanto parlamentare. Ha scelto però di candidarsi ugualmente, nonostante si dica che qualcuno gli avesse sconsigliato di farlo.
Il clima
Il clima, almeno ufficialmente, è quello della pacificazione. Aggio, che si appresta a diventare segretario, mette subito l’accento sull’unità, parlando di «una segreteria unitaria per lasciarsi alle spalle le divisioni e affrontare con responsabilità le prossime sfide. Il direttivo sarà espressione delle varie anime. Abbiamo cercato figure che potessero garantire serenità nel gruppo dirigente per affrontare i prossimi obiettivi della Lega uniti». Poi c’è Padova. La partita che nessuno nel Carroccio vuole sbagliare: «C’è la battaglia madre, che è quella di Padova. Non possiamo permetterci passi falsi. Marcato è il nostro candidato con convinzione».
E quindi il pressing sugli alleati: «Sarà positivo per tutta la coalizione partire il prima possibile per affrontare una campagna intensa. Andremo a raccontare il nostro progetto, una visione della città differente da quella degli ultimi dieci anni di sinistra al governo».
L’uscente Pettenuzzo traccia il bilancio. «È stata un’esperienza molto positiva, ricca di lavoro. Sono successe molte cose in quasi quattro anni, ma chiudiamo un percorso positivo, con un numero considerevole di iscritti». Rivendica quindi i risultati amministrativi: «Abbiamo sindaci, consiglieri e assessori in molte amministrazioni. Abbiamo eletto un presidente della Regione, un presidente della Provincia. Il bilancio è positivo».
Ma ora, avverte, arriva la parte più difficile: «Il partito ha bisogno di altrettanto lavoro per riuscire a recuperare consenso. Nel prossimo ciclo ci sarà molto da fare tra la gente, quello che è sempre stata la nostra forza: raccogliere le istanze dei cittadini e fare proposte concrete per dare supporto alla vita di tutti i giorni».
E sulle divisioni dei mesi scorsi, taglia corto: «È impensabile che ci sia un unico pensiero. Fortunatamente ci sono idee diverse e, a volte, è proprio questo qualcosa in più. Quando c’è confronto nascono le idee migliori».
Anche il consigliere regionale Marcato è soddisfatto: «Da parte di tutte le sensibilità della Lega padovana colgo la voglia forte di trovare una condivisione, un’unità di intenti, anche perché le sfide che abbiamo davanti sono troppo importanti. Questo è un segnale di maturità per il partito».
Ora la parola passa agli iscritti, più di 2.200. Ma nei prossimi giorni potrebbe esserci qualche defezione tra i candidati, non è escluso che le interlocuzioni possano addirittura portare alla definizione di un direttivo blindato. Un’operazione delicata, che punta a chiudere la stagione delle divisioni e ha l’ambizione di spostare definitivamente il baricentro politico della Liga veneta all’ombra del Santo.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








