Manca personale allo sportello, la biglietteria di BusItalia a Padova aperta solo per poche ore
In stazione un solo bigliettaio per l’unico sportello rimasto aperto dalle 10 alle 17 di domenica: tra pensionamenti e spostamenti BusItalia ha tre dipendenti in meno

Per tutta la giornata di ieri la biglietteria di BusItalia Veneto, che si trova davanti la stazione, è rimasta aperta solo dalle 10 alle 17. Per giunta con un solo sportello aperto ed un unico bigliettaio. Questo perché nei giorni scorsi un autista bigliettaio ha cambiato sede andando a lavorare alla biglietteria di Rovigo, un altro è andato in pensione e un altro ancora è stato spostato nella sede di via Rismondo perché considerato non idoneo ad avere rapporti con il pubblico.
Il risultato è che l’azienda di trasporto pubblico nei prossimi giorni avrà nuovamente difficoltà a coprire i posti vuoti nella biglietteria della stazione anche perché la carenza di bigliettai è strettamente collegata alla mancanza generale di autisti che in BusItalia Veneto, come d’altronde avviene in quasi tutte le aziende di trasporto pubblico locale del nord. Un problema che si verifica da anni nonostante il corso di formazione professionale Academy messo in piedi dall’azienda a Padova.
Le reazioni
La questione è ben nota anche ai sindacati di categoria: «Secondo me è un problema destinato a essere superato già nei prossimi giorni», sottolinea Marco Ramolo, esponente della Filt-Cgil, «di solito in biglietteria vengono inviate a lavorare le persone che non sono idonee a guidare gli autobus, tanto urbani che extraurbani. La situazione attuale potrebbe essere solo temporanea».
A muso duro, invece, il commento di Stefano Pieretti, coordinatore provinciale di Adl/Cobas da decenni: «La carenza di autisti all’interno di BusItalia Veneto e, di conseguenza anche tra i bigliettai, ha una stretta relazione sia con le condizioni economiche che con quelle di lavoro di tutti i conducenti», osserva il sindacalista, «non è un caso che tanti autisti, appena possono, vadano a lavorare nella vicina Actv o in altre aziende di Tpl. Il contratto nazionale di lavoro è lo stesso, ma le voci accessorie sono molto diverse. Sempre rispetto all’azienda veneziana limitrofa, BusItalia spende meno come buoni pasto ed anche come indennità nei settori dove il lavoro è più pesante e più stressante».
«Sono anni che chiediamo un’indennità per la guida del tram e degli autosnodati, ma ancora oggi i conducenti del tram guidano guadagnando gli stessi soldi dei colleghi che guidano gli autobus, sia urbani che extraurbani», conclude, «tant’è che noi di Adl/Cobas siamo stati costretti a citare in tribunale l’azienda e la prima udienza si terrà prossimamente. Tra l’altro, concedere un’indennità agli autisti del tram stimolerebbe i giovani a cercare lavoro in BusItalia».
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