I romeni filorussi in piazza a Padova: «Nel nostro Paese una dittatura»

Manifestazione in piazza Mazzini a sostegno del leader politico romeno agli arresti domiciliari. I partecipanti chiedono trasparenza sulle accuse e contestano l’esclusione di Georgescu dalla presidenza

Felice Paduano
Padova, 300 romeni in piazza per Calin Georgescu: «La libertà non si arresta»
Padova, 300 romeni in piazza per Calin Georgescu: «La libertà non si arresta»

«Libertate nu se aresteaza» (La libertà non si arresta, ndr). Questo lo slogan più gridato ieri pomeriggio in piazza Mazzini dai 300 romeni, arrivati da tutto il Veneto, per manifestare a favore di Calin Georgescu, il leader politico di estrema destra ancora oggi agli arresti domiciliari, che aveva vinto nel 2024 il primo round delle prime elezioni presidenziali che si tenevano in Romania dopo la lunga presidenza del liberale Klaus Johannis.

Dopo l’arresto del filo-russo Georgescu, accusato di frode elettorale e di costituzione di un gruppo criminale organizzato, adesso presidente della Romania è Dan Nicusor, ex- sindaco di Bucarest, riformista e filoeuropeista. Sotto il controllo, a debita distanza, della polizia sono scesi in piazza lavoratori abbronzati dal sole dei cantieri edili, badanti di tutte le età, ma anche tanti giovani che abitano in Italia e studiano all’università e negli istituti superiori.

Una donna è arrivata con la figlia di due anni in carrozzina e la bandiera romena rosu, galben si alabastru (rossa, gialla ed alabastro) che l’avvolgeva tutta. Una sola bandiera italiana, ai piedi della statua di Giuseppe Mazzini, che anch’egli nell’Ottocento parlava di democrazia e libertà.

Tanti gli altri slogan con cui i romeni chiedevano anche trasparenza negli atti processuali che accusano Calin Georgescu e piena ricostruzione della verità.

Molto applaudito il comizio di Ciprian Alvasili, un romeno-padovano di 26 anni, che, assieme alla fidanzata italiana, ha organizzato la manifestazione, servendosi dei social e della carta stampata. Il giovane, dopo aver chiamato tutti i presenti «dragi romani, frati si surori» (cari romeni, fratelli e sorelle, ndr) ha detto che la situazione politica attuale è una forma di dittatura e che oggi il vero presidente della repubblica resta Calin Georgescu.

Ha anche sottolineato la necessità di scarcerare subito il leader politico e che è arrivata l’ora di ricostruire la verità perché le accuse contro Calin Georgescu sono infondate, false e montate ad arte solo per non farlo diventare presidente. Tra gli slogan contro gli avversari di Georgescu e anche alcuni contro l’Unione europea, che avrebbe avallato l’operazione politica e giudiziaria contro di lui solo perché filorusso.

 

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