Padova, movida al Portello fuori controllo: «Bestemmie, cori, urla e strade ridotte a latrine»
I residenti denunciano schiamazzi fino a notte fonda, bottiglie, vomito e difficoltà a raggiungere le abitazioni. La protesta si allarga anche alle serate di lunedì e martedì. Il consigliere Luigi Tarzia propone un «patto per la movida» e la chiusura dei bar all’una

Una notte peggiore dell’altra. Al Portello la movida del mercoledì torna a far esplodere la protesta, dopo una serata descritta come la peggiore di sempre. Migliaia di giovani nelle strade, schiamazzi fino a notte fonda, bottiglie ovunque, vomito, angoli e vicoli trasformati in latrine a cielo aperto.
Non è più soltanto una questione di rumore: al centro della denuncia ci sono l’igiene, l’impossibilità di rientrare nelle proprie abitazioni, il rispetto degli spazi comuni e il diritto al riposo. Il punto più critico è stato la notte tra mercoledì e giovedì, quando la concentrazione di persone ha raggiunto, secondo le stime degli abitanti, diverse migliaia di presenze. Si parla di cinque, seimila, forse settemila ragazzi: stime non verificate che raccontano un quartiere preso d’assalto. Le vie si riempiono, i gruppi sostano davanti agli ingressi delle case, il passaggio delle automobili è complicato.
Difficile rientrare a casa
Chi torna dopo le 23, denunciano i residenti, rischia di dover lasciare la macchina lontano e proseguire a piedi. C’è anche chi teme che, in una situazione di emergenza, un mezzo di soccorso possa trovare la strada ostruita.
A preoccupare è poi la diffusione di comportamenti che nulla hanno a che vedere con la socialità universitaria. Si segnalano urla, cori, bestemmie, episodi di vandalismo e persone che urinano o vomitano lungo le strade, davanti alle case.
L’assenza di servizi igienici adeguati, sostengono gli abitanti, aggrava una situazione nota da anni. I bagni dei locali non possono assorbire un afflusso così elevato e le richieste di installare bagni mobili non hanno finora prodotto la soluzione auspicata.
Decoro e salute pubblica
Così il problema della movida diventa anche un problema di decoro e salute pubblica. Un altro nodo riguarda le regole e la loro applicazione. I residenti contestano l’efficacia dei divieti sulla vendita di alcolici e sulle bottiglie di vetro, sostenendo che molti arrivino già con le bevande acquistate altrove, talvolta trasportate in grandi quantità. Chiedono controlli visibili e sanzioni quando vengono violate le ordinanze.
E non solo il mercoledì: secondo le segnalazioni, il numero di giovani presenti starebbe aumentando anche nelle serate di lunedì e martedì. Il timore è che l’eccezione diventi un’abitudine quotidiana. Sul tavolo c’è anche il ruolo degli street tutor, ai quali è affidato il compito di presidiare le zone della vita notturna e favorire comportamenti rispettosi. Per gli abitanti, però, la loro presenza non basta a fermare gli eccessi, soprattutto quando i richiami vengono ignorati.
Tarzia: “Patto per la movida”
La discussione investe quindi l’efficacia degli strumenti scelti dal Comune e il rapporto tra prevenzione, controlli e gestione degli spazi pubblici. Sul fronte politico è intervenuto il consigliere comunale Luigi Tarzia, critico verso la scelta di destinare altri 70 mila euro agli street tutor, a suo giudizio senza un progetto abbastanza chiaro. Tarzia rilancia la proposta di un «patto per la movida» e di una sperimentazione che anticipi dall’una, anziché dalle due, la chiusura dei bar.
«La movida non può diventare un diritto assoluto a discapito della qualità della vita dei residenti», sostiene, chiedendo regole e controlli efficaci. Il problema, del resto, non è contrapporre studenti e residenti, né negare al Portello il suo ruolo di luogo d’incontro. È trovare un equilibrio tra le attività dei locali, la socialità dei giovani e la vita di chi nel quartiere abita tutto l’anno.
Dopo l’ultima notte di caos, la richiesta che arriva è di passare dalle dichiarazioni a misure capaci di cambiare concretamente le serate. Perché la festa di migliaia di persone non può tradursi, ogni settimana, in una notte insonne per gli altri.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








