Scuola, dopo Valle e Marconi venerdì un nuovo corteo a Padova: «Sale il livello di allerta»

Dopo i danneggiamenti al Valle e il lancio di bidoni e transenne al Marconi, cresce l’attenzione sulla mobilitazione degli studenti. La Rete degli studenti ha annunciato un corteo per venerdì 16 ottobre con una locandina che richiama le proteste francesi

Alice Ferretti
La recente protesta degli studenti a Padova
La recente protesta degli studenti a Padova

Dopo le manifestazioni al Valle e al Marconi, con episodi di tensione e danneggiamenti, cresce l’attenzione sull’evoluzione della protesta studentesca a Padova. Il prossimo appuntamento è fissato per venerdì: la Rete degli studenti ha annunciato la discesa in piazza con una locandina che richiama direttamente la Francia. Un riferimento che riporta al centro il timore di un’escalation delle mobilitazioni, mentre la Digos segue l’evolversi della situazione e monitora anche i social network.

I segnali arrivano da due episodi distinti, avvenuti in città nel giro di pochi giorni, che hanno avuto modalità differenti ma entrambi legati al malcontento di una parte degli studenti. Al Valle la protesta è esplosa alcuni giorni fa con alcuni danneggiamenti alla sbarra del parcheggio dei Rogazionisti. Al Marconi, invece, la mobilitazione è stata accompagnata da momenti più concitati, con il lancio di bidoni e transenne documentato da video girati con i telefonini e rapidamente diffusi online.

Al Valle

Il precedente del Valle risale allo scorso 2 ottobre. La protesta per una sede nuova si è sviluppata tra slogan, striscioni e petardi. Ma non solo la sbarra del parcheggio dei Rogazionisti è stata danneggiata, e si sono sentiti insulti pesanti proprio nei confronti della proprietà religiosa dell’edificio, da cui la Provincia è in affitto. Giovedì scorso, inoltre, gli studenti hanno organizzato un corteo partito dalla stazione e diretto in prefettura. Una mobilitazione che ha coinvolto anche ragazzi provenienti da altri istituti cittadini.

La protesta è nata già lo scorso anno per le condizioni dell’edificio scolastico, ritenuto non più adeguato a ospitare circa 700 studenti. Le richieste hanno riguardato una nuova sede oppure una ristrutturazione completa della struttura, con la garanzia di spazi di verde pubblico. Inoltre nel mirino dei ragazzi anche i contributi versati dalla Provincia ai Rogazionisti per l’utilizzo dell’immobile.

Al Marconi

Venerdì scorso, poi, la tensione è salita anche al Marconi. Le immagini circolate sui social mostrano alcuni ragazzi che spingono cassonetti fino al cancello dell’istituto tecnico tecnologico di via Alessandro Manzoni, per poi scaraventarli oltre la recinzione. In un’altra sequenza, quattro giovani sollevano una transenna di metallo e la lanciano dall’altra parte dell’ingresso, mentre si sentono urla e insulti.

La protesta anche in questo caso sarebbe nata dal malcontento per le condizioni della scuola e dalla decisione di eliminare i cosiddetti ritardi brevi, cioè gli ingressi in classe con pochi minuti di ritardo rispetto all’orario previsto.

Venerdì mattina la situazione, inizialmente tranquilla, sarebbe degenerata con l’arrivo di altre persone, anche da istituti diversi. Solo l’intervento delle Volanti e della Digos ha riportato la situazione alla normalità in pochi minuti. Gli investigatori stanno però lavorando per identificare i partecipanti e ricostruire le responsabilità individuali.

L’attenzione della Digos

Adesso l’attenzione si sposta sulla giornata di venerdì 16 ottobre. La manifestazione annunciata dalla Rete degli studenti, accompagnata da un’immagine che richiama le mobilitazioni francesi, rappresenta il prossimo appuntamento da seguire per capire quale direzione prenderà la protesta.

La Digos sta monitorando l’evoluzione della situazione, in un quadro che coinvolge contemporaneamente diverse città italiane. Sotto osservazione ci sono anche i social network, in particolare dei profili TikTok anonimi che invitano i ragazzi a protestare. L’attività online viene seguita dagli investigatori per comprendere come circolino gli appelli e come si stia organizzando la mobilitazione.

Resta da capire se la manifestazione di sabato si svolgerà in modo pacifico oppure se emergeranno nuove tensioni. I precedenti del Valle e del Marconi, sebbene mostrino aspetti diversi del malcontento, sono indicativi di una protesta studentesca che rischia di esplodere. Il prossimo corteo è un passaggio importante per valutarne l’evoluzione.

 

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