A Padova la battaglia di 30 lavoratori: «Non ci faremo sostituire dall’intelligenza artificiale»

Protesta di Cgil e Uil davanti alla sede della Konecta. La preoccupazione è quella del rischio di perdere il posto di lavoro dopo che l’azienda subentrante ha ufficializzato di non voler rispettare gli accordi siglati in Regione e di voler lasciare a casa 30 dipendenti e di sostituirli con l’intelligenza artificiale

Lo sciopero dei dipendenti della Konecta di Padova
Lo sciopero dei dipendenti della Konecta di Padova

Lasciati a casa e sostituiti dall’intelligenza artificiale. Scatta anche a Padova la rabbia dei lavoratori, incanalata dalla Cgil in una protesta che è esplosa ieri mattina, 30 settembre, in via Savelli 102, a Padova Uno, davanti alla sede della Konecta, dove i 70 lavoratori (per l’80% donne) contestano il cambio dell’appalto assegnato dalla E.on Energia alla Deloitte Dbs.

La preoccupazione è quella del rischio di perdere il posto di lavoro dopo che l’azienda subentrante ha ufficializzato di non voler rispettare gli accordi siglati nell’incontro che si è tenuto di fronte all’unità di crisi della Regione e di voler lasciare a casa 30 dipendenti e di sostituirli con l’intelligenza artificiale.

Lavoratori lasciati a casa

La mobilitazione (dichiarata come assemblea in orario di lavoro), è stata indetta dalla Slc-Cgil, guidata nel Veneto dal segretario Nicola Atalmi, e da Uil Fpc. Tra i sindacalisti della Cgil presenti anche Rossella Mercadante, Marco D’Auria e Nicola Romanato ed i colleghi della Uil Elisa Agostini, Paola Pommarico e Gian Luca Fraioli.

Tra gli slogan gridati dai lavoratori in presidio una sola parola lanciata nei confronti di E.on e Deloitte: «Vergogna».

«Denunciamo la mancata disponibilità ad applicare pienamente la clausola sociale prevista nel contratto nazionale delle telecomunicazioni (che prevede la riassunzione di tutti i lavoratori quando avviene un cambio d’appalto, ndr), che è strumento essenziale per garantire la continuità occupazionale», è scritto sul volantino, «Sei i punti che chiediamo con tutte le nostre forze: applicazione della clausola, salvaguardia di tutti i posti di lavoro, continuità occupazionale e reddituale, tutela delle condizioni contrattuali, riconoscimento delle professionalità e dei diritti maturati, nessun esubero e nessun lavoratore lasciato indietro.Il cambio di appalto non può e non deve diventare un licenziamento collettivo».

Sostituiti da un computer

«Continueremo con forza a pretendere il rispetto rigoroso delle tutele occupazionali e della clausola sociale», ha detto Nicola Romanato, della Cgil, «se E.on e Deloitte pensano di scaricare i costi delle proprie operazioni industriali o di efficientamento sulle spalle delle persone e delle loro famiglie con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, sappiano che la Cgil metterà in campo ogni azione di lotta necessaria per difendere ogni singolo posto di lavoro».

A muso duro anche l’intervento di Elisa Agostini: «A questo punto servono anche nuove ed urgenti regole nazionali per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, che non può e non deve essere mai scaricata sulle spalle dei lavoratori e delle lavoratrici», ha osservato la rappresentante della Uil di categoria che lavorava all’interno dell’azienda sin da quando si chiamava Comdata, prima di essere venduta ad un fondo spagnolo e invece dei 70 occupati di oggi dava lavoro a 210 dipendenti. Una contropposizione, dunque, destinata a proseguire nelle prossime settimane e forse ad anticipare una frattura sindacale enorme sull’uso delle nuove tecnologie.

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