Scuole comunali di Padova, Cgil contro il click day: «Penalizza le educatrici precarie»
La Fp Cgil scrive al sindaco Sergio Giordani contestando il reclutamento del personale per nidi e scuole dell’infanzia comunali. Alessandra Stivali di Fp Cgil scrive al sindaco: «Modalità click day assurda»

Una lettera indirizzata al sindaco Sergio Giordani, con copia all’assessora ai servizi scolastici Cristina Piva, ai vertici amministrativi del Comune e ai dirigenti competenti, per denunciare «una gestione del reclutamento del personale penalizzante nei confronti delle educatrici e degli insegnanti precari dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali».
A firmarla è Alessandra Stivali, segretaria generale della Fp Cgil Padova, che chiede un intervento dell’amministrazione per rivedere le modalità di assunzione e valorizzare l’esperienza di chi, da anni, «garantisce il funzionamento dei servizi educativi cittadini».
Concorso in ritardo
Al centro delle contestazioni c’è il concorso pubblico bandito dal Comune. Secondo il sindacato, l’amministrazione avrebbe atteso troppo a lungo per avviare la procedura, nonostante la necessità fosse nota da oltre un anno e mezzo.
Un ritardo che, sostiene la Fp Cgil, farà sì che la graduatoria per i nidi non sia pronta per l’avvio del prossimo anno educativo, costringendo Palazzo Moroni ad assumere il personale con altri strumenti.
Il click day
Proprio le modalità di reclutamento attraverso le graduatorie delle Messe a disposizione (Mad) rappresentano l’altro punto di forte critica. Il Comune ha optato per un sistema basato sul cosiddetto “click day”, «scelta particolarmente grave che premia esclusivamente la velocità di invio della domanda e non le competenze, l’esperienza e la professionalità maturate sul campo» si legge nella missiva. Una modalità che mortifica il lavoro svolto negli anni da molte educatrici e insegnanti e che non garantisce la selezione delle figure più qualificate.
A ciò si aggiunge «un bando di concorso pubblicato a metà aprile con prove previste nel mese di agosto, unico periodo di pausa per chi, durante tutto l’anno, è sottoposto a un’intensa attività professionale. Una scelta che non dimostra la dovuta attenzione ai tempi di recupero e al benessere del personale».
Il paradosso, evidenzia la lettera, è che da un lato si richiedono elevati titoli di studio, formazione continua e prove concorsuali complesse, mentre dall’altro una parte significativa delle sostituzioni per il prossimo anno educativo verrà affidata a un sistema in cui prevale la velocità del clic e non la qualità professionale.
La richiesta rivolta al sindaco è quindi quella «di rivedere le modalità di gestione delle Mad, di riconoscere il valore dell’esperienza professionale maturata nei servizi comunali all’interno del concorso che deve svolgersi con tempi celeri, dando certezze al personale educativo e scolastico del Comune di Padova che oggi vede una platea di lavoratrici e lavoratori precari».
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