Padova si conferma al top fra gli atenei italiani

Il Bo è secondo solo all’università di Bologna: ha ottenuto le valutazioni più alte su occupabilità e sostegno agli studenti



Per il secondo anno consecutivo l’Università di Padova conquista la medaglia d’argento nella categoria dei mega atenei - quelli con più di 40 mila iscritti - nella classifica del Censis. Una “gara” il cui esito ha importanti effetti sulle università, dato che la classifica è diventata uno strumento a supporto dell’orientamento di migliaia di studenti che devono intraprendere la carriera universitaria. L’analisi Censis prende in considerazione diversi ambiti per valutare gli atenei: innanzitutto li divide in statali e non statali, li divide per categorie omogenee per dimensione e si concentra poi si servizi erogati, borse di studio e altri interventi a favore degli studenti, le strutture, la comunicazione e i servizi digitali e il livello di internazionalizzazione. Un parametro introdotto quest’anno, dove per altro proprio l’Università di Padova ha ottenuto un ottimo risultato, è quello dell’occupabilità dei laureati.

la classifica

Il Bo co i suoi 60 mila studenti gareggia fra i mega atenei e nella classifica finale è secondo solo a Bologna. La differenza finale di punteggio fra i due atenei è davvero piccola: 90,8 per Bologna e 88,7 per Padova. Nel dettaglio, mettendo a confronto le due realtà, Padova fa meglio nei servizi con 81 punti rispetto ai 76 di Bologna; vince il Bo anche in tema di borse di studio - 88 a 83 - e in tema di occupabilità dei laureati, 95 a 92. Un indice, questo, ritenuto particolarmente rilevante, non foss eper lì’importanza che assume nella valutazione di chi si deve iscrivere all’Università in prospettiva della professione futura che vorrà intraprendere. Bologna supera Padova in strutture - 93 a 84. L’ateneo patavino è penalizzato dalla grande frammentazione delle sue sedi, una settantina in tutto sparse per tutta la città. Una caratteristica che, invero, lo stesso rettore Rosario Rizzuto - pur impegnato in un grande progetto di razionalizzazione - non connota del tutto in negativo. L’Università, infatti, proprio per questa sua presenza capillare in tanti quartieri, informa di sé un po’ tutto il tessuto cittadino. Vince Bologna anche nell’ambito della comunicazione dei servizi digitali - 97 a 88 - e in tema di internazionalizzazione - 97 a 88. Ma anche quest’ultimo è un capitolo che vede il Bo particolarmente impegnato a recuperare terreno. Dopo padova si classificano atenei come Firenze, La Sapaienza di Roi, Torino, Pisa, MIlano, Bari, Catania e Napoli Federico II.

il rettore

«Anche quest’anno la classifica Censis attribuisce all’Università di Padova un ottimo posizionamento nell’insieme dei servizi per i nostri studenti» ,afferma il rettore Rosario Rizzuto, «ottenere risultati non è mai semplice, confermarsi lo è ancora di più. Rispetto al 2018 il nostro punteggio generale cresce di quasi tre punti: un segnale che conferma come tutti i ranking siano per noi uno stimolo a fare sempre meglio, a migliorarci costantemente. Così come ci fa piacere», aggiunge il rettore, «essere al primo posto nella valutazione dell’indicatore occupabilità: come ho già avuto modo di ricordare, ci piace occuparci dei nostri studenti dall’orientamento prima dell’iscrizione all’entrata nel mondo del lavoro. La consapevolezza dell’alto tasso di occupabilità dei nostri laureati è per noi fondamentale: dimostra come ai giovani si riesca a fornire non solo una formazione di elevata qualità, ma anche quelle competenze trasversali necessarie per farsi valere, oggi più che mai, al momento del passaggio dallo studio a una professione». —



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