Padova sperimenta i monopattini elettrici: «Solo in aree definite e limite a 30 all’ora»

PADOVA. «Vogliamo aderire alla sperimentazione sui monopattini elettrici: la micro-mobilità sta diventando un servizio sempre più apprezzato», spiega il vicesindaco Arturo Lorenzoni. E, in effetti, oggi acquistare uno di questi apparecchi che consentono di muoversi senza sforzi per il centro città può costare tra i 200 e i 300 euro, un prezzo più abbordabile rispetto ad alcuni anni fa. In giro per Padova se ne vedono sempre più, anche se il loro utilizzo non è ancora regolamentato. I vigili però non hanno mai fatto alcuna multa: «Al momento non rappresentano un problema di sicurezza», spiega il comandante della polizia locale Lorenzo Fontolan.
La sperimentazione
Lo scorso 27 luglio è entrato in vigore un decreto, firmato dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, che consente di usare legalmente in aree pubbliche monopattini elettrici, segway, hoverboard e monowheel. In realtà il decreto parla di una sperimentazione che sarà tutta in mano ai comuni. Che dovranno aderire indicando in quali aree dare il via libera: «Ho provato il monopattino elettrico ed è un mezzo bello e divertente. Però c’è il tema della sicurezza che è importante – racconta Lorenzoni – Per questo Padova vuole aderire alla sperimentazione del ministero». Si sono fatte avanti anche Torino e Rimini, mentre a Milano i monopattini vengono addirittura già affittati.
Le regole per circolare
Con quali regole si potrà circolare? L’utilizzo sarà consentito solo in ambiti urbani: aree pedonali, percorsi pedonali e ciclabili, piste ciclabili, corsie riservate e zone 30 all’ora. Ma il Comune dovrà individuare esattamente in quali luoghi ci sarà l’ok. Non solo: dovrà esserci una apposita segnaletica per delimitare le aree in cui è consentita la circolazione dei micro-mezzi elettrici. Il limite di velocità è di 30 all’ora, ma dovrà scendere a 6 all’ora (praticamente a passo d’uomo) nelle aree pedonali.
Per ora niente multe
«Al momento l’uso di questi dispositivi non è consentito in area pubblica, ma esclusivamente in aree private», precisa il comandante della polizia locale Lorenzo Fontolan. Il Codice della Strada infatti non prevede questo tipo di mezzi. Ma finora, almeno a Padova, nessuno è mai stato multato.
«Il fenomeno è ancora molto limitato e non abbiamo avuto segnalazioni di comportamenti pericolosi», spiega Fontolan. In Italia finora non è successo nulla, ma un primo incidente mortale c’è stato a fine giugno a Parigi.
mobilità di servizio
In realtà l’interesse per questi nuovi mezzi è molto alto: «Stiamo già interloquendo con un paio di aziende che sono interessate a mettere il servizio in sharing, come accade già a Milano – racconta ancora il vicesindaco – È chiaro che c’è una impasse normativa, ma confido in tempi rapidi di vederli circolare». L’idea è di bissare il successo di MoBike: «Il monopattino, la bici elettrica, il bike sharing, sono diventati i mezzi più utilizzati per la micro-mobilità urbana. Per questo dobbiamo favorirli ma anche regolarli – conclude Lorenzoni – È la mobilità come servizio, non più legata al possesso di un mezzo. La prova è nel fatto che avere un’auto tra i giovani non è più uno status symbol». —
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