Padova sul Pianeta Rosso: l'ammartaggio in diretta al Bo

PADOVA. Alle 18.35 il segnale è arrivato, salutato da un applauso nell'aula magna al Bo: una linea verde su fondo nero, inviata dal lander Schiaparelli in fase di "ammartaggio" su Marte. Ma successivamente il segnale si è interrotto lasciando un po' di batticuore sull'esito della missione.
Il problema viene spiegato così dal professor Stefano Debeni, direttore. del Centro di Ateneo di Studi e Attività Spaziali "Giuseppe Colombo" di Padova: "Come era previsto hanno sfruttato un passaggio di Mars Express per provare a prendere i dati di Edm Schiaparelli, aveva 15 minuti per trasmettere, ed evidentemente non ce l’ha fatta. Dopo una mezz’ora passerà un altro satellite della Nasa sopra la testa di Schiaparelli. La durata della 'finestra' in quel caso è più di mezz’ora e allora potremo avere conferma della riuscita della missione".
Alle 20:30 è arrivata la conferma che la sonda madre Trace Gas Orbiter (TGO) è entrata nell’orbita corretta e ha iniziato le manovre di aerobracking che la condurranno in sei mesi nell’orbita prevista per le osservazioni scientifiche alle massime prestazioni.
E un ruolo importante l’università di Padova lo ha anche nel modulo TGO in orbita attorno a Marte da cui si è staccato Schiapparelli. E’ in gran parte padovana infatti l’ottica CaSSIS (Colour and Stereo Surface Imaging System). “Si tratta - spiega Gabriele Cremonese dell’ Osservatorio astronomico di Padova - di una fotocamera a colori e in 3D con una risoluzione di 0,5 metri per pixel che consentirà di creare modelli accurati dell’elevazione del suolo marziano ed aiutare nella scelta del sito di atterraggio del rover per la seconda parte della missione ExoMars”.
IL PROGETTO Domenica 16 ottobre alle 16.40 locali, si è separata la sonda Schiaparelli dalla navicella madre Trace Gas Orbiter (TGO), dopo 7 mesi di viaggio interplanetario. La sonda ha toccato la superficie marziana il 19 ottobre alle 16.59 ma solo dopo un intervallo di tempo è stato possibile avere a Terra il segnale dell’avvenuto ammartaggio.

A PADOVA In occasione dell’ammartaggio del lander Schiapparelli si è tenuto mercoledì 19 ottobre 2016 alle ore 17 nell’Aula Magna di Palazzo del Bo l’incontro L’Università di Padova sul Pianeta Rosso. A seguire in diretta le sorti di Schiapparelli il professor Stefano Debei, Direttore del CISAS, Gabriele Cremonese, INAF Padova, e Matteo Massironi, Dipartimento di Geoscienze Università di Padova.

Il TGO porta a bordo strumentazione per rilevare la presenza di metano e di altri gas complessi e per misurare da dove fuoriesca. Questa missione ExoMars 2016, è stata pianificata anche grazie a quanto misurato da PFS (spettrometro planetaro di Fourier) a bordo della missione MarsExpress, lanciata il 2 giugno del 2003. Lo spettrometro PFS, progettato, realizzato e collaudato al Centro di Ateneo di Studi e Attività Spaziali dell’Università di Padova (CISAS), ha misurato nell’atmosfera marziana presenza e quantità di metano e acqua oltre ai componenti prebiotici.

Schiaparelli, durante la sua discesa, rileverà dati di pressione temperatura e accelerazione che saranno analizzati scientificamente da AMELIA (un progetto di analisi e interpretazione dati gestito dal CISAS), per ricostruire traiettoria, profilo di temperatura, pressione e densità atmosferica dagli strati alti fino al suolo marziano.
Schiaparelli, una volta atterrato, accenderà DREAMS che misurerà, grazie alla sua elettronica sofisticata, in modo automatico ed autonomo parametri atmosferici quali pressione, temperatura, umidità, velocità del vento, irraggiamento solare e cariche elettrostatiche. «La qualità metrologica di queste misure – spiega Stefano Debei, Direttore CISAS - è cruciale per poter studiare il comportamento atmosferico in presenza di condizioni estreme (ad esempio le temperature possono raggiungere – 110 °C, la velocità del vento i 30-40 m/s) nonché di tornado e tempeste di sabbia. L’esperimento DREAM è stato progettato, realizzato e collaudato al CISAS che ne è responsabile per gli aspetti tecnologiche e metrologici, in collaborazione con INAF di Napoli che utilizzerà le misure effettuate per lo studio degli eventi atmosferici e la dinamica delle polveri. Questi studi saranno anche funzionali a caratterizzare l’aggressività dell’ambiente atmosferico marziano a supporto di future missioni con astronauti».
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