Viabilità a ovest di Padova, è scontro sul piano: «Via Pelosa sommersa dal traffico»
Il piano da 360-430 milioni per la viabilità a ovest di Padova preoccupa il sindaco di Selvazzano Claudio Piron, contrario all’aumento del traffico su via Pelosa e all’impatto del nuovo viadotto sul Bacchiglione

Il piano della viabilità per migliorare la viabilità della zona ovest di Padova, lasciato in eredità dall’ex presidente della Provincia Sergio Giordani al successore Daniele Canella, preoccupa (e pure parecchio) il sindaco di Selvazzano Claudio Piron. Lo si apprende da una comunicazione inviata ai colleghi della Comepa, la Comunità metropolitana di Padova, in cui il primo cittadino dem manifesta alcune perplessità sulle soluzioni previste dal piano elaborato nei mesi scorsi da Mfa Ingegneria su incarico di Palazzo Santo Stefano.
In particolare, si teme soprattutto l’aumento del traffico lungo via Pelosa.
Gli scenari
Ma andiamo con ordine. Il progetto, che richiede complessivamente un investimento stimato tra i 360 e i 430 milioni di euro, prevede diversi interventi da realizzare per fasi.
Il primo scenario interessa direttamente Selvazzano. Prevede un tracciato di 6,65 chilometri, di cui ben 5,15 in nuova sede e 1,5 di riqualificazione di strade esistenti. In pratica dalla direttissima di Selvazzano si arriverebbe alla strada Pelosa (attraverso un nuovo ponte sul Bacchiglione), da qui un altro tratto di nuova strada fino all’incrocio con via Rossi a Rubano, all’altezza del nuovo capolinea del tram Sir2.
Lo scenario potenziato riguarda soprattutto la città. Si tratta del ponte sul canale Brentella per dare continuità a via Pelosa, lì dove oggi esiste solo una passerella ciclopedonale. Si realizzerebbe anche una nuova strada di quartiere per collegare via Pelosa con via dei Colli a Brusegana.
I dubbi
È proprio su questa parte del progetto che si concentrano le obiezioni del sindaco di Selvazzano. Nella lettera ai colleghi della Comepa, Piron scrive: «Pur comprendendo la necessità dello scenario 1 potenziato per collegare la viabilità al parcheggio intermedio del Sir2, esprimiamo la forte preoccupazione e per ora una contrarietà circa la scelta progettuale proposta in quanto genererebbe, così come evidenziato dallo studio sui flussi viari, l’incremento del traffico veicolare nel tratto urbano residenziale di via Pelosa, sul quale tra l’altro il Consiglio comunale di Selvazzano Dentro ha espresso le proprie preoccupazioni, soprattutto in riferimento al sovraccarico di automezzi pesanti per il trasporto di merci, accentuatosi con i lavori per il tram Sir2, anticipando l’intenzione di chiedere alla Provincia di Padova il divieto di transito ai mezzi pesanti del tratto suddetto».
Ma c’è dell’altro: «Il viadotto così come ipotizzato nel progetto che dovrebbe attraversare l’area golenale del fiume Bacchiglione, interessata dalla presenza dello stagno Moiasso, genera preoccupazioni ancor più forti e la contrarietà ad un intervento invasivo», avvisa ancora Piron, secondo cui «costituirebbe un vero e proprio sfregio in un ambito naturalistico di rara bellezza, in merito al quale l’amministrazione si è affidata al Politecnico di Milano per uno studio in fase di elaborazione, finalizzato alla valorizzazione del fiume, dei suoi argini, delle aree golenali e degli spazi boschivi che lo contraddistinguono.
Oltre all’adesione al protocollo di intesa per la di valorizzazione della ciclovia del Bacchiglione, stipulato tra tutti i comuni attraversati dal fiume stesso, partendo dalle risorgive e arrivando alla città di Padova». Da qui la richiesta di un confronto specifico sul progetto, per individuare alternative che consentano di migliorare i collegamenti senza compromettere le aree di pregio ambientale.
Oltre a ciò, Piron sostiene che la revisione della viabilità debba procedere di pari passo con un potenziamento del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile. In particolare, è «urgente» realizzare o ampliare «i collegamenti alla linea del tram mediante bus navetta, piste ciclopedonali, piazzole per i servizi di car sharing e bike sharing» a servizio del territorio di Selvazzano.
Il retroscena
Ma la presa di posizione di Piron assume anche una dimensione politica. Il sindaco, esponente del Pd, contesta un progetto portato avanti dal collega Giordani, nonostante la vicinanza politica con l’amministrazione padovana. Secondo i beninformati, bisogna guardare indietro: l’attuale configurazione del piano sarebbe legata a un accordo promosso dall’allora sindaca dem di Rubano, Sabrina Doni, che avrebbe privilegiato gli interessi del suo Comune rispetto a quelli di Selvazzano, al tempo considerato un centro di destra impossibile da espugnare, senza considerare evidentemente la possibilità che il centrodestra si spaccasse al momento del voto.
Per Selvazzano, tuttavia, il problema è serio. Per questo il sindaco Piron chiede ora un confronto schietto con Giordani e tutti i colleghi sindaci della Conferenza metropolitana.
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