Nuove manifestazioni in vista, volantini affissi in tutta Padova: «Un altro sabato di lavoro perso»
Volantini contro la guerra e il riarmo comparsi alle fermate del tram tra Arcella e centro storico. Digos in allerta per possibili manifestazioni, mentre i commercianti temono disordini e perdite fino all’80% degli incassi: «Non possiamo più permettercelo»

Alle fermate del tram, in particolare in quelle che vanno da Borgomagno a Pontevigodarzere-Capolinea Nord, comprese Dazio e San Carlo, ma anche in alcune fermate del centro storico, negli ultimi giorni sono comparsi dei volantini preoccupanti, soprattutto alla luce dei disordini che si sono recentemente verificati a Milano e Parigi.
I volantini
«Padova lotta e si organizza dal basso. Ogni sabato in piazza. Incontriamoci. Organizziamoci. Mobilitiamoci” e “Ci vendono la guerra. Ci rubano la vita. Contro il riarmo Padova unita . Ogni sabato in piazza”.
Gli autori dei fogli stampati e affissi qua e la per là città apparterrebbero a movimenti dell’estrema sinistra extraparlamentare.
La sicurezza
Le manifestazioni di sabato, mattina o pomeriggio che sia, non sono state al momento preavvisate in questura, ma è chiaro che gli occhi della Digos sono già puntati.
Nonostante non si conosca ancora il percorso che farà un eventuale corteo e soprattutto la possibile affluenza della protesta in città, è più che probabile che anche domani, come lo è stato per gli scorsi weekend, l’attenzione delle forze dell’ordine in tutta la zona del centro e dell’Arcella sia molto alta.
I commercianti
«Questo per noi è un problema serio, anche perché ci stiamo avvicinando al periodo natalizio e noi commercianti stiamo facendo un grosso investimento per le luminarie. Ciascuno tirerà fuori del suo per abbellire la città. Non abbiamo la possibilità di poter perdere un giorni di lavoro», dice Massimiliano Pellizzari, presidente dell’Associazione commercianti del centro e titolare dell’ottica Verdi di via San Clemente.
«Ci sono anche dipendenti part time e a chiamata che lavorano solo il week end. Se ci sono queste manifestazioni molti commercianti dovranno rinunciare a chiamare questi dipendenti».
Secondo Pellizzari le perdite non sarebbero di poco conto: «Parliamo del 70-80% di vendite in meno nella mezza giornata di manifestazione. E il problema non si presenta solo quando passa il corteo davanti al negozio. Il problema è il clima che si respira in città, il timore di disordini, specialmente quando le manifestazioni non sono concordate», continua il presidente Acc.
«E lo dice uno che di manifestazioni ne ha organizzate. È sacrosanto esprimere il proprio disappunto per qualcosa, ma chi ha intenti seri preavvisa la manifestazione in questura. Ci deve essere un inizio, un percorso e una fine. Oltre al manifestare deve essere garantito anche il diritto di lavorare».
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