Pagano la fognatura che non c’è

Un centinaio di abitanti di Creola di Saccolongo sul piede di guerra con Etra e le sue bollette
Di Sergio Sambi

SACCOLONGO. Scoppia il caso delle bollette Etra non dovute. I residenti di Creola insorgono per il continuo arrivo di bollette con la dicitura “Importo fognatura e depurazione”, quando questo non è dovuto. Con una sentenza dell’ottobre 2008 la Corte Costituzionale ha infatti dichiarato l’incostituzionalità dell’obbligo per gli utenti di pagare le bollette per il canone di depurazione delle acque se non esiste la rete fognaria o l’impianto di depurazione comunale. Orbene, in via Molini a Creola non esiste la fognatura pubblica e i residenti utilizzano le apposite vasche “imhoff”, o similari, per smaltire le acque nere.

A far da portavoce della protesta è Girolamo Pezzano, già vicesindaco nella precedente amministrazione comunale. Pezzano ha rilevato in prima persona già in passato questa anomalia, ottenendo il rimborso di quanto versato per i cinque anni precedenti, quando invece con una recente sentenza della Commissione tributaria di secondo grado è stata confermala la retroattività dei 10 anni.

«Verificando i pagamenti di mio suocero mi sono accorto che pagava circa 270 euro all’anno, di fronte ad una pensione di 700 e ho voluto verificare», racconta Pezzano. «Non avevo più fatto caso alle mie bollette e così ho scoperto che anche a me tornavano ad essere addebitati i costi. Ho spedito una raccomandata e ho chiesto lumi a Etra e, per tutta risposta», continua, «mi hanno mandato a casa un tecnico per verificare se era vero che non ero allacciato alla fognatura, quando bastava che l’incaricato di Etra andasse all’ufficio tecnico comunale per rendersi conto che manca completamente la rete fognaria in questa strada».

I residenti di via Molini, circa un centinaio di famiglie, hanno così organizzato di ritrovarsi assieme per decidere di costituirsi in comitato e promuovere una azione collettiva di risarcimento. La partita è appena iniziata.

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