«Papà, mamma e gender», sala negata in Comune a Padova

PADOVA. Non c’è spazio a Palazzo Moroni per la lezione della filosofa Michela Marzano su «Papà, mamma e gender», libro edito da Utet. Il no è arrivato ieri all’Arcigay, organizzatore dell’incontro previsto per sabato pomeriggio in Sala Paladin. Un diniego firmato dal funzionario amministrativo Leonardo Brocca, ma arrivato direttamente dal sindaco Massimo Bitonci.
Come per il caso della lettura pubblica dei 49 libri per l’infanzia “censurati” dal sindaco di Venezia, anche per l’ultimo saggio della docente di filosofia morale della Sorbona di Parigi (che è anche collaboratrice di «Repubblica» e parlamentare del Pd) la sala comunale è stata negata sulla base della mozione anti-gender approvata lo scorso 5 ottobre dal consiglio comunale. «La mozione ha impegnato sindaco e giunta a vigilare affinché non venga introdotta e promossa la “teoria del gender” e che venga al contempo rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità», si legge nel rifiuto. Da qui il no del Gabinetto del sindaco perché «la richiesta di una sala comunale per la presentazione di un libro che avvalora la “teoria gender” si pone in antitesi rispetto all’indirizzo programmatico dell’amministrazione su tale tematica».
L’iniziativa oltre a Michela Marzano aveva in programma gli interventi del presidente padovano di Arcigay Mattia Galdiolo e del deputato Alessandro Zan, organizzatore del Gay Pride di Padova nel 2002. «È l’ennesimo diktat di Bitonci che puzza di fascismo – sottolinea quest’ultimo – Un sindaco non può permettersi di impedire ai padovani di usufruire degli spazi che sono di tutti, e non appartengono né a lui né del suo partito omofobo, retrogrado e razzista. Ciò che sta avvenendo da mesi in città assomiglia sempre più a una dittatura liberticida, un clima politico e morale coscientemente creato con la propaganda che nega la libertà di espressione ai cittadini e soffoca la democrazia».
«Il diniego delle sale comunali da parte del sindaco è un atto palesemente incostituzionale – spiega incredulo Galdiolo – Così si mette il bavaglio a una voce autorevole: Michela Marzano è una studiosa di livello internazionale e di riconosciuta competenza in bioetica e filosofia morale. Sulle questioni di genere il Comune ha ospitato finora iniziative volte solo a seminare panico e disinformazione, nonché francamente imbarazzanti per la pochezza dei contenuti».
Si profila dunque una guerra legale perché l’Arcigay si dice intenzionata a «agire in tutte le sedi opportune per difendere il diritto di espressione e di circolazione delle idee».
Il convegno con Michela Marzano si trasformerà dunque in un incontro alla libreria delle donne «Lìbrati», in via Barbarigo. Ma si allunga così la lista di chi ha ricevuto il no per una sala comunale: dopo Amnesty International, per un’iniziativa sull’Islam; la libreria «Pel di carota» per la lettura delle fiabe gay, e la scrittrice Paola Tellaroli perché «non padovana».
Aggiornamento. Il rettore dell'Università Rosario Rizzuto ha offerto una sala dell'ateneo per la presentazione del libro, che si farà dunque sabato mattina alle 11 in aula Nievo.
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