Non raggiungono l’ospedale in tempo, Santiago nasce sul divano di casa

È successo a Torre. Momenti di apprensione per Thomas e Virginia, mentre il 118 consigliava i genitori al telefono: «Abbiamo provato ogni emozione: grazie a chi ci ha aiutati in quei minuti incredibili»

Federico Franchin
Thomas Ciprian con la compagna Virginia e il piccolo Santiago
Thomas Ciprian con la compagna Virginia e il piccolo Santiago

Non hanno fatto in tempo a uscire di casa per raggiungere l’ospedale: Santiago è nato sul divano, accolto dalle mani di papà Thomas, guidato al telefono da un operatore del 118 e da un’amica ostetrica. È successo domenica 11 ottobre, alle 20.05, nel quartiere di Torre, dove Thomas Ciprian vive con la compagna Virginia e la loro bambina Allegra.

Un parto rapidissimo, avvenuto pochi minuti dopo aver affidato la primogenita ai nonni. «Santiago era atteso per il 16 ottobre. Quel pomeriggio ero ad Abano con Allegra e i miei per un evento dedicato a un cartone animato, che poi ho dovuto d’urgenza annullato», racconta Ciprian, «Virginia mi ha chiamato perché aveva qualche contrazione, ma era tranquilla e mi ha detto di rientrare con calma. Ho preso Allegra e i miei genitori e siamo tornati a casa».

La coppia pensava di avere tempo. «Virginia non aveva neanche dolori. Abbiamo preparato le cose per Allegra, che compirà due anni il 25 ottobre, perché dormisse dai nonni. Il suo parto era stato preceduto, rispetto a Santiago, da una notte di travaglio. Le borse erano pronte: avevo persino chiesto al papà di Virginia di prendermi una pizza da mangiare prima di andare in ospedale».

Alle 19.40 Allegra è uscita con i nonni. «Poco dopo sono iniziate le contrazioni più forti. Alla seconda Virginia mi ha detto che sentiva uscire qualcosa. Poi ha ripetuto che c’era la testa. Ho guardato ed era vero: nostro figlio stava nascendo». In casa c’era anche la mamma di Virginia. «Abbiamo chiamato un’amica ostetrica, ci ha detto di chiamare subito il 118. Ho passato il telefono alla mamma di Virginia: l’operatore dava indicazioni a me, mentre la nostra amica accompagnava Virginia nelle spinte. Sentire quella voce conosciuta l’ha subito calmata».

Ciprian non aveva alcuna esperienza. «Virginia era distesa sul divano e io vedevo la testa del bambino. Era blu e viola, avevo paura che non respirasse. Poi è spuntata una manina e ho visto il cordone attorno al collo. Mi sono spaventato, ma al telefono ci hanno guidati senza farci perdere la calma. Con un’ultima spinta Santiago è nato: l’ho accolto sostenendogli la testa e la schiena».

Sono seguiti altri istanti di apprensione. «Non piangeva. Ho seguito le indicazioni, stimolandogli i piedi e la schiena. Poi ha tossito ed è arrivato il pianto. Abbiamo tirato tutti un sospiro di sollievo. L’ho avvolto in un asciugamano e messo in braccio a Virginia. Solo allora mi hanno ceduto le gambe e ho pianto». L’ambulanza è giunta poco dopo. E ora? «Siamo a casa. Abbiamo provato ogni emozione: grazie a chi ci ha aiutati in quei minuti incredibili».

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