Paziente in coma, altri guai per il medico

TREBASELEGHE. Si allarga l’inchiesta per lesioni colpose gravissime che coinvolge il dottor Alcherio Pojana, 67 anni con studio a Trebaseleghe in via Villanova 22. C’è un’altra decina di pazienti che sarebbe stata curata con punture di cortisone che il medico, seppur con una grande esperienza alle spalle, non poteva fare.
Ora verranno sentiti dagli inquirenti su delega del sostituto procuratore Francesco Tonon che ha avviato l’inchiesta. Il 4 aprile scorso era stato effettuato da parte dei carabinieri del Nas il sequestro preventivo dell'ambulatorio (attrezzature comprese) visto che c’era il rischio che fossero commessi altri reati. È dell’altro giorno la notizia che il Tribunale del Riesame ha rigettato la richiesta di dissequestro dello studio: resta tutto sigillato. Il 29 gennaio scorso una paziente di 73 anni, residente a Galliera, era finita in coma irreversibile poche ore dopo aver subito un'anestesia epidurale (effettuata prima di farle un’iniezione di cortisone) per curare un potente mal di schiena che aveva provocato la perforazione della membrana che avvolge il midollo spinale all'interno del canale vertebrale. Da qui la decisione di passare al sequestro dell’ambulatorio. L’ambulatorio era già stato sottoposto a sequestro probatorio il 23 marzo in occasione di una perquisizione del Nas che aveva scoperto diverse confezioni di farmaci scaduti. La struttura risultava priva dell'autorizzazione dell'Usl 15 prevista dall'articolo 193 del Testo unico delle leggi sanitarie.
Il sostituto procuratore Tonon ha in mano la perizia medico legale che pesa contro l’operato del medico, dove si parla di “stato vegetativo permanente” causato da ipossia e ischemia encefalica dovuta all’arresto cardio-circolatorio causato dalla puntura di quel 29 gennaio dell’anno scorso fatta all’anziana paziente.
Una consulenza pesante che potrebbe pesare nell’eventuale processo a carico del medico. L’indagine era partita dal dettagliato esposto firmato dal marito della pensionata assistito dall'avvocato Fabio Pavone. I consulenti della famiglia (i professori Santo Davide Ferrara e Giampiero Giron) e quello della procura sono arrivati alla stessa conclusione: un errore tecnico nello svolgimento dell'anestesia prima della terapia antalgica per alleviare i sintomi di una lombocruralgia, patologia dolorosa a livello della colonna vertebrale. L’indagine a carico del medico aveva suscitato parecchio clamore a Trebaseleghe visto che il dottor Pojana era stato per molti anni a capo del reparto di Anestesia e Rianimazione all’ospedale di Cittadella.
«Nella sua carriera mio padre ha praticato diecimila epidurali», aveva già dichiarato il figlio dello specialista, come a dire che l’esperienza professionale non è in discussione. Quel che invece pare assodato è che, iniezioni del genere non poteva farne nel suo studio. Ora bisognerà vedere cosa diranno i pazienti individuati dai Nas: nel frattempo l’ambulatorio resta inaccessibile.
Carlo Bellotto
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